La scelta di Trump di far saltare il vertice con Kim Jong-un è una mossa irresponsabile. Le motivazioni per cui è stato fatto saltare sono un puro pretesto: un po’ di insulti – reciproci – non sono certo motivo sufficiente. Così come il fatto che Trump abbia voluto evitare il possibile sgarbo di veder annullato il vertice da parte del presidente nord coreano, è una logica demente con cui non si potrà mai arrivare ad un accordo ma semplicemente a sparare per primo per paura che l’altro spari.

In realtà la scelta di Trump è totalmente destabilizzante: da un lato la Corea del Nord ha cominciato ad applicare l’accordo (smantellamento siti, restituzione prigionieri, etc.) e dall’altra il governo Usa invece di formalizzare l’accordo lo fa saltare. Significa che il governo Usa non è una controparte affidabile in una trattativa, che gioca a fare il furbo, a farti fare concessioni senza poi onorare gli impegni. Questa logica da baro professionista è distruttiva di ogni possibilità di accordo su qualsiasi cosa.

In secondo luogo, la scelta di Trump segnala che il governo Usa non è disponibile ad accordi ma solo a rese incondizionate dell’avversario. Il segnale è che con gli Usa non si può trattare ma ci si può solo arrendere. Ovviamente questo segnale apre le porte al conflitto perché se un accordo onorevole non è mai possibile, l’unica alternativa alla resa è la guerra. Vi è un terzo motivo per cui la scelta di Trump è criminale: con ogni evidenza la Corea del Nord ha trattato con gli Usa dietro consiglio e pressione della Cina.

Lo schiaffo più forte Trump lo ha dato al governo cinese, sbeffeggiato dal baro di New York. Questo è il punto fondamentale: durante la guerra fredda avevamo l’equilibrio del terrore. La guerra nucleare non è mai scoppiata anche perché le due superpotenze si consideravano tali e si rispettavano reciprocamente. I nemici sapevano di dover trattare, formalmente o informalmente poco importa. Qui non è così: Trump non riconosce le altre potenze e quindi non accetta compromessi ma opera unicamente con la logica di vincere su tutti gli altri. Questa logica viene applicata al commercio internazionale e adesso alla diplomazia politico – militare.

Questa scelta demente è incompatibile con la coesistenza pacifica e porta con se la guerra così come le nuvole portano la pioggia. Questo è il vero punto con cui oggi abbiamo a che fare: la principale potenza nucleare del mondo è diretta da un presidente che non accettando la logica del compromesso punta in modo delirante a piegare il mondo ai suoi piedi. Non essendo possibile e non rispondendo a nessuna altra logica che non sia quella militare, questa pratica porta alla guerra, in primo luogo con Cina e Russia.

La terza guerra mondiale non è scoppiata quando gli Stati Uniti erano una grande economia in espansione. E’ possibile che scoppi oggi, originata dal declino degli Usa che – vivendo al di sopra dei loro mezzi – non vogliono perdere una posizione di privilegio che non ha più alcuna ragione economica e tecnologica. Lo fanno usando l’unica supremazia che gli è rimasta, quella militare. Per questo la politica del governo statunitense è oggi   – strutturalmente – la più grande minaccia alla pace mondiale e alla possibilità di vita decente sul pianeta. Per questo la battaglia per l’uscita dell’Italia dalla Nato, per la chiusura della basi Nato in Italia ha un nuovo significato e deve essere rilanciata. Perché la minaccia alla pace nel mondo sono gli Usa e i suoi alleati: noi.