“Per il bene di entrambe le parti, il meeting di Singapore non si svolgerà“. E’ un passaggio della lettera con cui Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, comunica al leader nordcoreano Kim Jong-un l’annullamento del summit previsto per il 12 giugno a Singapore.

Ecco il testo della missiva inviata dal presidente degli Stati Uniti: “Caro signor presidente, apprezziamo profondamente il suo tempo, la pazienza e lo sforzo dedicato alle nostre recenti trattative e discussioni relative al summit lungamente desiderato da entrambe le parti, che era previsto per il 12 giugno a Singapore. Ci hanno comunicato che il meeting era stato richiesto dalla Corea del Nord, ma questo per noi è totalmente irrilevante. Purtroppo, sulla base della enorme rabbia e della aperta ostilità mostrata nella vostra recente dichiarazione, credo sia inappropriato, in questo momento, organizzare questo meeting”, scrive Trump.

A quale recente dichiarazione si riferisce il capo della Casa Bianca? A quella pronunciata il 23 maggio dal vice ministro degli Esteri di Pyongyang, Choe Son Hui, che aveva minacciato di far saltare il summit e aveva definito il vice presidente Usa Mike Pence “ignorante e stupido”, criticando l’intervista in cui Pence aveva avvertito Kim che sarebbe un “grave errore” sfidare Trump. Il vice presidente aveva aggiunto che Pyongyang avrebbe potuto fare la fine della Libia, il cui leader Muammar Gheddafi fu ucciso dai ribelli sostenuti dagli Stati Uniti, anni dopo aver rinunciato alle armi atomiche, “se Kim non farà un accordo”.

Choe aveva detto, secondo l’agenzia di stampa Kcna: “Non posso zittire la mia sorpresa per questi commenti ignoranti e stupidi venuti fuori dalla bocca del vice presidente americano”. Inoltre aveva aggiunto: “Non imploreremo gli Usa per il dialogo, né ci prenderemo il disturbo di persuaderli, se non vogliono sedersi con noi”. Il vice ministro aveva anche detto che suggerirà a Kim di cancellare il summit, se Washington continuerà con le minacce.

“Per questo – si legge ancora nella missiva della Casa Bianca – lasci che questa lettera illustri che il summit di Singapore, per il bene di entrambe le parti ma a svantaggio del mondo, non si svolgerà. Lei parla delle vostre capacità nucleari, ma le nostre sono così imponenti e potenti che io prego Dio affinché non debbano mai essere usate”, aggiunge. “Sentivo che tra lei e me stava nascendo un dialogo meraviglioso e, alla fine, quello è l’unico dialogo che conta. Un giorno, spero davvero di incontrarla. Nel frattempo, la ringrazio per la liberazione degli ostaggi che ora sono a casa con le loro famiglie. E’ stato un gesto splendido ed è stato molto apprezzato”, prosegue.

“Se cambia idea in relazione a questo importante summit, non esiti a chiamarmi o a scrivermi. Il mondo, e la Corea del Nord in particolare, ha perso una grande opportunità per una pace duratura, per grande prosperità e benessere. Quest’occasione persa è davvero un momento triste nella storia”, conclude prima di congedarsi (“Sincerely yours”).

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