Chi pensa di imparare a suonare uno strumento iscrivendosi al liceo musicale può appendere il violino o il contrabbasso al chiodo. Un decreto, il numero 382 firmato l’11 maggio scorso dalla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, ha alzato l’asticella per gli studenti interessati a questo corso. Potranno accedervi, infatti, solo gli allievi che sanno già suonare bene uno strumento.

A fissare i paletti è l’articolo numero otto del provvedimento ministeriale che dispone i criteri dell’ esame di ammissione alla prima classe del liceo. Requisiti troppo alti secondo la Federazione della Gilda che ha per prima lanciato la questione. “La prova per entrare al liceo può essere superata soltanto da chi sia già in possesso di capacità di esecuzione che si acquisiscono dopo tre o quattro anni di studio al Conservatorio”. Una richiesta che pone una serie di problemi.

Il primo: secondo l’organizzazione sindacale si tratta di competenze che possono maturare i ragazzi che provengono dalle scuole medie ad indirizzo musicale ma “come è noto – spiega la Gilda – gli istituti di questo tipo sono pochi e distribuiti in maniera disomogenea in tutto il territorio nazionale”. Una discriminante costituzionale secondo gli esperti perché metterebbe in dubbio il principio dell’articolo 34 della Costituzione: “La scuola è aperta a tutti”.

Seconda questione: nelle scuole medie ad indirizzo musicale si studiano, in ogni singolo istituto, soltanto quattro degli strumenti previsti ai licei musicali. Il contrabbasso per citarne uno, è tra le specialità strumentali che ci sono ai licei ma non figura tra le classi di concorso di strumento musicale della scuola secondaria di primo grado. Difficile pertanto pensare che i ragazzi possano arrivare all’esame di ammissione preparati. Non solo: tutti coloro che aspirano a questa scuola e non hanno mai frequentato una media ad indirizzo musicale risultano in questo modo esclusi.

“Per i ragazzi – spiegano i vertici della Gilda – l’unico modo per superare il nuovo esame di ammissione ai licei resta quello di affidarsi ad insegnanti privati”. Una brutta notizia per chi aspirava a diventare un musicista. Le famiglie quest’estate saranno costrette a sborsare quattrini affinché i propri figli possano recuperare il gap.

“Poiché si tratta di una soluzione costosa – continua la Gilda – chiediamo al ministero dell’Istruzione di modificare il provvedimento per evitare il rischio che l’istruzione musicale pubblica diventi appannaggio delle famiglie più benestanti”. E già si preannunciano ricorsi anche perché a detta di chi conosce la materia vi sarebbe anche un vizio procedurale dal momento che nel decreto non c’è alcuna menzione della previa acquisizione del parere del Consiglio nazionale dell’alta formazione artistica e musicale. Una nuova bufera sui licei musicali che potrebbe creare qualche problema nel numero di iscrizioni e la conseguente diminuzione dell’organico con nuove battaglie sul fronte occupazionale dei docenti di strumento.