Dopo quello scoppio simile a un “terremoto”, è un lunedì di blocco totale negli stabilimenti di Acciaierie Venete. Non solo a Padova, dove l’area è stata sequestrata dalla magistratura, ma anche negli altri siti dell’azienda. I lavoratori hanno deciso di scioperare per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza in seguito all’incidente che domenica mattina nel reparto fonderia ha coinvolto quattro persone, due dipendenti diretti e due della Hayama Tech che lavora in appalto nel siderurgico. Le condizioni dei feriti più gravi restano stabili, anche se ancora critiche.

A destare più preoccupazione è l’operaio ricoverato nel centro Grandi ustionati di Padova, che nella notte – apprende Ilfattoquotidiano.it da fonti sindacali – si sarebbero “aggravate”. È uno dei due, assieme a Marian Bratu, pure lui in condizioni “disperate”, investito dall’ondata di aria bollente che si è sprigionata dopo il crollo della siviera, la “cesta” che conteneva 90 tonnellate di acciaio fuso. La caduta, avvenuta da un’altezza di 4-5 metri, è stata definita “imponderabile” da Acciaierie Venete, che ha sottolineato come l’impianto fosse stato revisionato lo scorso mese. Il quarto ferito, quello meno grave, è stato dimesso nella tarda serata di domenica con una prognosi di 15 giorni.

La giornata di astensione dal lavoro non sarà l’unica. Le segreterie dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil del Veneto hanno proclamato lo sciopero regionale di tutto il settore e al più presto i sindacati di categoria renderanno note data e modalità. “Il gravissimo incidente di Padova – affermano in una nota congiunta – è purtroppo l’ultimo di una interminabile sequenza di incidenti, spesso mortali, che in questi mesi hanno funestato il Veneto e il Paese, un tributo di sangue inaccettabile che occorre fermare al più presto per garantire a tutti i lavoratori e in tutti i luoghi di lavoro il diritto alla salute e alla sicurezza”.

I sindacati fanno notare come “l’allungamento degli orari di lavoro contrattuali e di legge, il ricorso all’appalto e spesso al sub appalto, la compressione dei costi di produzione anche di quelli su salute e sicurezza sono scelte sbagliate che sono spesso alla base dei tragici fatti che periodicamente colpiscono i lavoratori metalmeccanici”.