Effettivamente, dalle nostre parti, non si era mai visto un Presidente della Camera dei deputati seduto su un bus.

La notizia è stata riportata, con tanto di foto verità, come avvenne per il primo sbarco dell’uomo sulla luna.

È vera, quella foto di Roberto Fico sul bus non è un fotomontaggio della Nasa. Credo che da oggi la smetteremo di guardare con invidia i ministri norvegesi in bici. Il nostro Presidente della Camera ha adottato un profilo bassissimo e ci piace che sia così. C’è della sana rivalsa, in misure diverse in ciascuno di noi, che gode nel vedere “il politico al posto del cittadino“.

Basta con quella spocchia delle auto blu, del posto riservato, dei soldi a palate, dei benefits e della bella vita. L’italiano è incazzato, ne ha viste e subite troppe e trovare un politico sul bus paga pure la fame che anche oggi porta a tavola.

C’è però un’illusione, l’idea che il nobil gesto abbia fatto risparmiare, alle tasche rinsecchite dell’italiano incazzato, migliaia di euro che gli spostamenti con la tutela (uomini, macchine, benzina etc.) prevedono, nell’interesse e nella “tutela” della terza carica dello Stato e dei suoi stessi concittadini. A conti fatti, taxi da Termini a Montecitorio, fanno circa 25 euro. Poco importa se negli ultimi dodici mesi per i suoi taxi ne abbiamo spesi 2.486,24. Oggi abbiamo risparmiato 25 euro.

Mi è piaciuto il gesto del presidente Fico, abbinato alla dichiarazione di rinunciare all’indennità prevista per il ruolo che ricopre. Credo sinceramente che vada preso d’esempio, più spesso e da tutti.

Pensare o sperare però che, a prescindere dal mezzo di trasporto che utilizza il Presidente della Camera, noi risparmiamo tutti i soldi investiti nell’intelligence che gira intorno all’establishment politico, ci sbagliamo di grosso. I primi bersagli saremmo proprio noi.

Vorrei chiederlo a questo signore calvo che lascia il treno insieme al presidente Fico, siede accanto a lui sul bus e con un veloce cambio d’abito, lo segue fin dentro alla Camera. Vorrei chiedergli se era solo e quanto costa quel servizio d’ordine.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Governo, Casellati: “Condivisione su mio nome viatico per legislatura”

prev
Articolo Successivo

Un programma comune

next