Possiamo finalmente mettere da parte vecchi retaggi per cui il ristorante italiano all’estero sia un triste ricordo sbiadito di una cucina tanto amata, buona solo da rimpiangere. In terra britannica sbarca un marchio Made in Italy che raccoglie 6 location, tra ristoranti tematici e shop enogastronomici, e riassume il miglior concetto dello slow food nostrano.

E’ Olivo, che parla di origini e tradizioni sarde ed esprime il meglio che il Bel Paese in cucina sia in grado di offrire, in termini di materie prime, portate ben assortite e servizio. La dislocazione di tutte le strutture ha trovato accoglienza nel quartiere londinese di Belgravia, un punto di riferimento per il bacino residenziale che questa zona centrale raccoglie, non essendo soffocata da un’alta densità di locali, risultando ben raggiungibile e battuta al punto giusto. Un altro piatto forte che è servito la qualità accessibile: alzi la mano chi non è stato vittima del banale preconcetto per cui la pratica della nostra cucina in terra straniera sia da ritenere banale e scadente o decisamente pretenziosa in ambito tecnico e quando si presenta il conto. A ridurre la forbice del giudizio e a mettere d’accordo forchetta e portafoglio ci ha pensato il riassunto di un mix perfetto di artigianalità che fa pace con la nostra tradizione, e un tocco esotico, che strizza l’occhio ai gusti britannici, ormai abituati ad essere piuttosto esigenti in ambito culinario, da autentici gastrocosmopoliti consumati.

Così nasce un’offerta che incontra i palati fini e soddisfa gli avventori più disparati, spaziando dai più sofisticati fin ai cultori della scena pop. Questa è la ragione per cui la piccola catena dalle radici sarde ha declinato le proprie verticalizzazioni culinarie in 6 spazi dedicati ognuno a sapori specifici. Olivo parla di una cura particolare riassunta a partire dalle atmosfere minimal, che si respira nell’arredamento e si riflette anche nell’attenzione allo stile contemporaneo nel proporre piatti della nostra tradizione senza perdere di vista ingredienti e scelte inusuali che ne confermano il consenso internazionale.

Olivocarne punta sulla varietà, moderna e classica, che si alterna e gioca sulle lavorazioni, razze, tagli e consistenze delle carni per soddisfare qualsiasi sfizio. I contorni fanno il resto, esaltando le portate con gli elementi popolari della cultura sarda. Qui si può approfittare anche del Joe’s Bar, dove agli ospiti sono serviti aperitivi, un digestivo o un bicchiere di vino tratto da una ricca cantina.

Olivomare, invece, con il suo stile sobrio offre un menù a base di pesce che copre tutte le sfumature di cottura e varietà: una delizia per chi ha nostalgia delle nostre coste e dei suoi sapori ma apprezza anche il pescato che non appartiene prettamente al mediterraneo.

Oliveto sventaglia una selezione di pizze divenute tra le più ricercate a Londra, ma che in realtà cede anche sul punto debole del Bel Paese: la pasta, per giocare sull’effetto malinconia.

Olivino si concentra invece su una vasta selezione di vini italiani di alta qualità, una boutique in cui trovare prodotti e chicche importate principalmente dalla Sardegna, tra le quali salse fresche, pasta, insalate, panini preparati su ordinazione e caffè.

Olivogelo la gelateria che chiude le 6 tappe del percorso multisensoriale di Olivo e “screma” una ghiotta selezione di gelati artigianali prodotti con materie prime naturali. Le ricette sono quelle “vecchie maniera”, che non passano mai e raccontano la qualità a una clientela straniera che su questo fronte non la sa troppo lunga.

Una piccola catena quindi che serve il Made in Italy su un piatto d’argento, senza perdere mai di vista la consistenza delle proprie radici e pur guardando con attenzione alla continua evoluzione a cui i fornelli sono sottoposti in una città multiculturale come Londra. Olivo trasforma i piatti pop in eccellenza, attraverso un upgrade che li rende gourmand e grazie a un trend in ascesa che parte dalla tradizione per imporsi come il nuovo globetrotter del gusto.