Nello stallo post elezioni è caccia ai numeri per avere una maggioranza. Il fedelissimo di Di Maio Riccardo Fraccaro è categorico: “I margini per una trattativa sono solo sui temi”. E se venissero messe in discussione le persone, a partire dal leader? “Se davvero gli altri partiti volessero fare il nostro programma, per me potrebbero metterci chiunque essi vogliono del M5s. Per noi prima dei nomi vengono i programmi”, sostiene il pentastellato Andrea Colletti. “Quando qualcuno verrà a farci una proposta, che abbia come priorità la sicurezza del Paese, ne parleremo”, aggiunge Matteo Mantero. Altri, invece, come la vice capogruppo alla Camera Laura Castelli, escludono un passo indietro di Di Maio: “Il nostro presidente del Consiglio è Luigi Di Maio”.