Ivano Beggio, patron dell’Aprilia, è morto nella notte a causa dell’aggravarsi di una malattia. A riferirlo, un tweet del comune di Noale, cittadina dove ha sede la casa motociclistica italiana. Beggio aveva portato la piccola azienda ereditata dal padre nel 1969 da realtà locale a colosso nel mondo dell’industria e delle corse. Nove i campionati del mondo vinti da moto con il marchio Aprilia, più di 70 vittorie nei Gran Premi, sempre testa a testa con i colossi dell’industria nipponica. Nel 2004 il marchio è stato acquisito da Piaggio. L’anno prima Beggio aveva lasciato la presidenza dell’azienda sulle cui moto hanno corso campioni come Max Biaggi e Valentino Rossi.

Beggio fu insignito del titolo di “Cavaliere del lavoro” nel 1998, per aver portato l’Aprilia a “elevatissimi livelli di innovazione tecnologico-produttiva”. In seguito divenne Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Due lauree honoris causa, una nel 1999 in ingegneria meccanica all’Università di Pisa e una nel 2002 in economia aziendale all’Università di Venezia, Cà Foscari. Fu anche presidente dell’Associazione degli Industriali della provincia di Venezia. Ha inventato lo Scarabeo, immaginato “come una cavallina, alta e con le zampette sottili”.

Tanti i messaggi di cordoglio apparsi sui social, tra cui quello del presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, lo ricorda su Twitter: “Il mondo piange Ivano Beggio, patron Aprilia, artefice del lancio di un marchio di eccellenza per le due ruote. Senza di lui non sarebbero nate le leggende di Rossi, Biaggi, Melandri, Locatelli e Poggiali. La sua storia va insegnata nelle scuole”.

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