Il 26 ottobre 2014, con l’eco del 40% alle europee di maggio, Renzi tuonava contro la vecchia classe dirigente del Pd. Le sue parole contro Bersani&Co alla Leopolda di quell’anno non lasciavano dubbi in merito alle sue intezioni: “Rispettiamo tutti ma c’è una cosa che non consentiremo a chi ha detto che la Leopolda è imbarazzante. Non consentiremo a quella classe dirigente di riprendersi il Pd per riportarlo dal 41 al 25%, non consentiremo di fare del Pd il partito dei reduci, saremo il partito del futuro e dei pionieri, valorizzando la memoria del nostro popolo ma la memoria senza speranza è per il museo delle cere, non per l’Italia del domani”. Il 5 marzo 2018, alle elezioni nazionali il Pd di Renzi è sceso al 18 per cento. Nel 2013 il Pd superava gli 8 milioni di voti, e la coalizione che sosteneva Pier Luigi Bersani più di 10 milioni. Nel 2018 il Pd di Renzi supera di poco i 6 milioni. Oltre due in meno rispetto ai “vecchi dirigenti”