Botta e risposta a Otto e Mezzo (La7) tra Andrea Scanzi, firma de Il Fatto Quotidiano, e Giorgio Mulè, ex direttore di Panorama e candidato alla Camera per Forza Italia. Il dibattito è incentrato sul record di candidati impresentabili presentati dal partito di Berlusconi. Scanzi non esprime alcun stupore: “Non ho mai pensato al centrodestra berlusconiano come il partito o la coalizione della questione morale al primo posto. Lo dico con ironia triste da elettore: la cosa bella del centrodestra è che 20 anni dopo sono esattamente gli stessi. E se ne fregano altamente di quello che è successo nel mezzo. Abbiamo ancora Berlusconi leader, anche se non è più candidabile ed è condannato. Abbiamo una quarta gamba” – continua – “con le stesse persone che secondo me hanno per lo più affossato questo Paese. Abbiamo ancora delle elezioni dove sono decisivi Cesa, Mastella, Formigoni, Fitto. Le uniche novità del centrodestra sono, a parte quella della candidatura di Mulè, che per me è una delle migliori, il nutrizionista di Bruno Vespa, Lotito, Galliani e qualche tronista”. Mulè non è d’accordo: “Io non ci trovo nulla di male nel candidare gente che sta da 20-30 anni in politica, come Cesa. Sugli impresentabili, bisogna dire che sono tutte indagini in corso, quindi trarre giudizi affrettati ci porterebbe a non candidare quasi nessuno. Guai se si guarda ai magistrati come ai guardiani della moralità di questo Paese”. Scanzi replica: “Segnalo che c’è una forza, pur criticabilissima, come il M5S, che almeno su questo è inattaccabile: non candida persone indagate”. “I 5 Stelle?” – ribatte Mulè – “Ma sai perché non sono indagati? Perché non hanno mai fatto niente in vita loro, quindi non c’è anche pericolo essere indagati per qualcosa. Sono assoluti nullafacenti e degli assoluti senza reddito”. “Mi sembra una generalizzazione un po’ brutale”, commenta il giornalista del Fatto

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