Il sindaco di Busto Arsizio, Emanuele Antonelli, chiede le “scuse ufficiali” di Laura Boldrini ai suoi concittadini e si dice pronto “a chiederle i danni per le spese che dovremo sostenere per l’attività straordinaria che la nostra Polizia locale dovrà mettere in campo anche oggi”. Lo sfogo del primo cittadino arriva dopo le parole della presidente della Camera che ha annunciato la sua visita nel pomeriggio di domenica al comune in provincia di Varese, scrivendo su Facebook che “al clima di odio si risponde col dialogo ma senza indietreggiare di un millimetro”. La polemica nasce da quanto accaduto giovedì sera, quando  il “Movimento Giovani Padani” della Lega ha bruciato in piazza un fantoccio raffigurante Boldrini, utilizzando una manifestazione simbolo del patrimonio culturale della città, la “Gioeubia“, per lanciare un attacco personale alla esponente di Liberi e uguali. “Antonelli ha fatto tutto da solo, quindi sarebbe lui a dover pagare i danni a tutta la cittadinanza”, ha risposto poi Boldrini durante la visita a Busto Arsizio.

LE PAROLE DEL SINDACO
“Ora basta. La misura è colma. Dopo le ultime dichiarazioni della signora Boldrini, che ancora, nonostante tutte le spiegazioni e i chiarimenti veicolati anche a mezzo stampa, evoca un presunto clima di odio che albergherebbe a Busto Arsizio, siamo noi a chiedere scuse ufficiali. Venga a Busto a scusarsi con tutti i cittadini per avere offeso la città, la sua reputazione e le sue tradizioni”, sono le parole di Antonelli. “Chiunque conosca la tradizione della Gioeubia sa perfettamente che si tratta di una festa popolare il cui spirito è quanto più lontano dall’odio che lei e i suoi quattro sostenitori in città continuano a evocare. Ancora non mi è chiaro – ha aggiunto – se la signora Boldrini continui a ignorare il senso della Gioeubia, oppure se, pur avendo compreso perfettamente, trovi utile fare campagna elettorale sulla pelle di 84mila abitanti, strumentalizzando un appuntamento partecipato da famiglie e bambini“.

Come già spiegato da ilfattoquotidiano.it, da sempre i fantocci utilizzati per la Gioeubia rappresentano personaggi politici ed esponenti di partito, tanto che in piazza San Giovanni sono stati dati alle fiamme, tra gli altri, anche quelli del presidente del consiglio Paolo Gentiloni e del capo della Casa Bianca Donald Trump. Ma solitamente le fattezze dei politici sono sublimate in realizzazioni di cartapesta (e non indicate tramite fotografia) e rappresentano il “potere” in quanto tale e non la persona da bruciare nel rogo. La rappresentazione di Laura Boldrini, con tanto di fotografia corredata da slogan contro le politiche migratorie, è stata quindi ben lontana dallo spirito della tradizione.

“Mi ha fatto molto piacere ricevere l’invito di tante persone di Busto Arsizio che vogliono farmi conoscere la realtà della loro cittadina”, aveva scritto su Facebook la presidente della Camera. “Oggi ci sarò – aveva aggiunto – proprio a piazza San Giovanni, perché al clima di odio si risponde col dialogo ma senza indietreggiare di un millimetro”. Sulla visita il sindaco Antonelli ha replicato: “Sono pronto a chiedere alla signora Boldrini i danni per le spese che dovremo sostenere per l’attività straordinaria che la nostra Polizia locale dovrà mettere in campo”. E poi ha aggiunto: “La sua visita si annuncia peraltro sgradita a gran parte della popolazione, a prescindere da cosa voti, ma che certamente non si ritrova nel ritratto infangante che la signora Boldrini sta da giorni diffondendo con la complicità dei suoi quattro supporter locali”.

LA REPLICA DI BOLDRINI
A Busto Arsizio Boldrini ha attaccato prima di tutto Matteo Salvini: “Io dico no alla repubblica dei falò. Se Salvini vuole essere il signore dei falò, non lo farà con la nostra complicità. Se lui vuole fare la repubblica dei falò, noi siamo quelli che faranno campagna elettorale con i programmi”. “Dal mio insediamento ho subito una campagna di delegittimazione concentrica attraverso bufale, fake news, inventando cose mai accadute per gettare fango addosso a me e alla mia famiglia”, ha dichiaratodurante un incontro con i simpatizzanti di Liberi e uguali. Boldrini ha sostenuto di essere stata oggetto di attacchi perché “ho parlato di antifascismo e resistenza fin dal mio primo discorso alla Camera. Perché ho voluto invitare a Montecitorio, per la prima volta, partigiani e partigiane come padroni di casa e non come ospiti”.

Poi la risposta al sindaco: “Antonelli ha fatto tutto da solo, quindi sarebbe lui a dover pagare i danni a tutta la cittadinanza. Peraltro, se ci sono state spese, è stato quando hanno dato fuoco al mio fantoccio, e poi hanno dovuto ripulire”, ha dichiarato. “Le tradizioni possono evolvere, la società evolve. Penso non farebbe piacere a nessuno vedere il proprio fantoccio dato alle fiamme”, ha proseguito Boldrini. “Nel medioevo davano fuoco alle donne streghe, cioè quelle che davano fastidio perché si ribellavano alla sopraffazione” e anche “il regime nazista ha usato molto il fuoco, in Italia hanno dato fuoco a negozi degli ebrei e libri, il Ku Klux Klan ha fatto la stessa cosa”. Per Boldrini, “questa non è una tradizione tra le più educative, ne andrebbero privilegiate altre nel tempo andate perse”. “E’ bene che faccia una rendicontazione di come sono stati spesi i soldi pubblici”, ha poi concluso la presidente della Camera sempre rivolta ad Antonelli.