È stata raggiunta nella notte a circa 6.700 metri di quota sul Nanga Parbat, accompagnata a circa 5mila metri e prelevata da un elicottero che l’ha portata a Islamabad, la capitale del Pakistan. L’alpinista francese Elisabeth Revol è in salvo dopo una complessa operazione di soccorso. Niente da fare invece per il suo compagno di cordata, il polacco Times Mackiewicz, rimasto a 7.200 metri, per il quale, spiegano i soccorritori, non ci sono speranze di salvezza. Revol e Mackiewicz erano rimasti bloccati sulla parete Diamir del Nanga Parbat, conosciuto come “la montagna della morte”, 8.126 metri di altezza. Il polacco in particolare aveva accusato gravi problemi di salute, congelamenti e perdita della vista.

La Revol è stata salvata da Denis Urubko e Adam Bielecki – della spedizione polacca al K2 per tentare la prima assoluta invernale –  che sono saliti di notte per oltre mille metri di dislivello lungo la difficile via Kinshofer, l’hanno raggiunta e rifocillata, e l’hanno condotta nella discesa, nonostante lei abbia congelamenti ai piedi che le impedivano quasi di camminare. È invece segnata la sorte di Mackiewicz, rimasto – secondo il portale Planetmountain.com – a 7.280 metri di quota. Le condizioni meteorologiche fortemente avverse impediscono ai soccorritori di raggiungerlo.