E chi se lo aspettava? RaiDue puntava molto su “Le Spose di Costa”, il nuovo format (originale e non importato dall’estero, una volta tanto) condotto da Costantino Della Gherardesca. L’idea, sulla carta, era pure figa: il conduttore che si sposa con quattro celeb (Elisabetta Canalis, Paola Ferrari, Eleonora Giorgi e Valeria Marini: ognuna protagonista di una puntata) in altrettanti Paesi per conoscerne usi, costumi e quotidianità. Anche in video sembrava funzionare. Eppure? Eppure il responso del pubblico per la terza puntata in onda giovedì 25 gennaio, quella con l’ex Lolita del cinema italiano in Georgia, è stato quasi impietoso: 2,71% di share e 690 mila telespettatori. A chi scrive dispiace utilizzare un termine così forte come ‘impietoso’, ma – come dicono quelli che masticano di tv – “il pubblico è sovrano” e ha deciso di non sposare il format della rete diretta da Andrea Fabiano.

“Eh ma c’era Don Matteo su RaiUno”, dirà qualcuno: è vero, quando è in onda la serie con Terence Hill agli altri rimangono solo le briciole e questo avrà influito senz’altro sull’esito finale. Ma da accontentarsi di un buon risultato a finire al fanalino di coda delle tv generaliste (settima rete nazionale, ieri) ce ne passa.

Continua così la stagione poco brillante di Costantino. Il fiorentino è un padrone di casa sempre originale, ironico, arguto, diverso da tutti gli altri. Proprio per questo, ci si aspettava la sua consacrazione a volto di punta della seconda rete di Stato con cinque programmi in onda su dieci mesi di programmazione. Per i più distratti, si ricordano “Pechino Express”, “Secondo Costa”, la parentesi a “Sbandati”, “Le spose di Costa” e, dal 20 marzo, pure “The Voice” con Al Bano, J-Ax, Francesco Renga e Cristina Scabbia in giuria. Il coraggio di scommettere su un volto di rete al passo coi tempi è davvero ammirevole, ma la sovraesposizione non fa bene a nessuno. Neanche ai migliori.