Ha sempre preferito mantenere un profilo basso, Stefano Callegaro, il vincitore della quarta edizione di Masterchef. Anche quando Striscia la notizia lo accusava di aver partecipato al talent show culinario di SkyUno da cuoco professionista (vietato dal regolamento) e Magnolia, la casa di produzione, lo citava in giudizio. Pochi giorni fa il tribunale ha dato ragione al 45enne di Rovigo: prima del programma era a tutti gli effetti un cuoco amatoriale. “Sono sempre stato tranquillo e non ho mai avuto dubbi sull’esito finale. Ho sempre saputo, e per fortuna ora è stato dimostrato, di essere una persona pulita: non ho mai avuto niente da nascondere ma giustamente la mia parola non bastava perché era la parola di un avente causa. Oggi i fatti hanno parlato per me. Quel che è successo, invece, può far parte della vita di chi ha una visibilità pubblica. Mia nonna mi diceva sempre: ‘Se vuoi il cane, ti prendi anche le pulci’. Non si può decidere di star seduti su una sedia e non accettare che possa essere scomoda”, racconta Callegaro in esclusiva al Fatto Quotidiano con grande pacatezza e senza toni trionfalistici.

L’ex cuoco amatoriale, difeso dagli avvocati Giada Bozino e Armando Catarisano, non ha il dente avvelenato nei confronti di chi l’ha portato in tribunale: “Non ho idea di come e perché siano nate le segnalazioni viste in tv. Non l’ho mai capito e non mi interessa capirlo. Non ce l’ho con nessuno. Ci sta che Magnolia abbia deciso, davanti a determinate accuse, di fare chiarezza attraverso un organo competente. Il loro è stato un atto dovuto. Striscia? Non ho niente da dire. Loro fanno televisione e la fanno a modo loro: va bene così. Hanno sostenuto delle cose, è stato dimostrato che non erano corrette. Succede, fine”, spiega ancora.

“Ma questa vicenda l’ha danneggiata?”, gli chiediamo. “E’ ovvio che mi abbia danneggiato e che mi abbia in qualche modo frenato”, risponde lui. “Cinque giorni dopo l’incoronamento a quarto ‘masterchef’ italiano è nata questa questione e mi sono ritrovato a dover giustificare qualcosa che altrimenti non avrei mai dovuto affrontare. Ma non mi sono mai nascosto e ho portato la mia faccia in giro per l’Italia. Ho guardato negli occhi chiunque mi abbia chiesto lumi in merito e ho sempre risposto senza problemi. Ho fatto più fatica del dovuto sul lavoro? Forse sì, ma sono grande e grosso, la fatica non mi ha mai spaventato”.

Ora, possiamo dirlo, Stefano è davvero un cuoco professionista: “Sto facendo il mio lavoro con continuità. Adesso sono una persona che vive grazie alla cucina in maniera professionale. Mi freno un po’ nel definirmi cuoco professionista per rispetto nei confronti di tutti quegli chef che si sono conquistati questo appellativo con anni di gavetta”. Callegaro ha molte collaborazioni (come quelle con alcuni brand di pasta del Sud Italia), gestisce una divisione di catering che fa cene a domicilio ed è docente di cucina in una serie di attività fra la Lombardia e il Veneto. E ora come utilizzerà i centomila euro della vincita del programma? Lui ne è certo: “Di sicuro per realizzare uno dei miei tanti sogni a livello professionale. Ma è ancora presto per parlarne”.