La sua voce. La sua bellissima, inconfondibile, voce. Dolores O’Riordan, la 46enne cantante dei Cranberries, è morta oggi improvvisamente mentre stava registrando a Londra. Nata a Ballybricken, in Irlanda, con la sua band ha tracciato una via nitida e riconoscibile nella storia del folk rock. L’esplosione nel 1992 con l’album  Everybody Is Doing It Why Can’t We?: il successo arriva prima negli Stati Uniti, poi nel resto del mondo. E’ la sua voce a fare da marchio di fabbrica, da carta d’identità. Cinque album con il quartetto di Limerick, e molti brani che sono fissati nella memoria di chiunque, da Zombie a Animal Instinct passando per Just my Imagination e Salvation.

Ma è Zombie, contenuta in No need to Argue, il vero capolavoro di Dolores, un pezzo di denuncia contro la violenza sui bambini in Irlanda del Nord. Acrobazie vocali, mura di chitarre, Zombie è una canzone che ha segnato l’adolescenza di tanti, tantissimi. Quelli che oggi, aprendo un sito qualsiasi e leggendo della morte di Dolores, ne avranno avuto subito in testa la melodia, potente e disperata. Dopo l’uscita di No need to Argue, la stella dei Cranberries brilla, luminosissima. Non sarà mai più così, mai come le due date alla Royal Albert Hall del 12 e 13 gennaio del 1995. Dolores e i Cranberries sono in cima: gli anni ’90 hanno trovato un altro riferimento.

Nel 2007, O’Riordan tenta la via solista con due album che non raggiungono grandi apici (è in questi anni che si concede collaborazioni con artisti, da Jim Kerr a Zucchero, con il qualche canta una versione di ‘Puro amore’). Nel 2009, il ritorno con la band e la pubblicazione dell’album Roses. Lontano dai riflettori, un modo di essere star senza dover apparire a tutti i costi. La vita privata di Dolores ha fatto un’incursione sulle pagine dei più grandi quotidiani del mondo quando, nel 2003, lei stessa ha deciso di raccontare un grande dolore: “Per quattro anni quando ero bambina sono stata molestata sessualmente. Ci eravamo appena trasferiti in una zona molto frequentata, in quel momento della mia vita avevo tantissime persone intorno. Mia madre lavorava tantissimo per pagare le bollette e mio padre (che ha sofferto di un problema al cervello dopo un incidente di auto nel 1960) era all’oscuro di tutto”. Grande il peso da portare, per lei. Un peso del quale sentiva di essersi liberata, grazie al racconto.

Legata dal 1994 a Don Burton, marito e manager, i due si sono lasciati nel 2014. Cinquanta milioni di dischi venduti in 13 anni con i Cranberries, con Dolores O’Riordan se ne va un pezzo di storia della musica. Da lei e dai “suoi” ragazzi irlandesi, in molti hanno ereditato una attitudine alla malinconia resa in modo nitido e struggente da quella voce bellissima e capace di grandi cose. “Ho iniziato piuttosto giovane a scrivere canzoni – aveva raccontato in un’intervista – avevo forse 12 anni. Non avevo idea del perché lo stessi facendo; era solo qualcosa dentro di me che voleva uscire. Sono orgogliosa delle mie vecchie canzoni, adesso posso concedere a me stessa il fatto di riconoscerlo”. Un’urgenza, quella di scrivere, che Dolores ha sentito appena 18enne e che non l’ha lasciata più. Can you see the human spirit? | Is there emptiness inside | Can you see the human spirit? | Is there loneliness inside.