Si intitola “Non è mica fantasia” il nuovo singolo di Elena D’Elia, finalista di “Amici di Maria De Filippi“. L’inedito dà il nome all’Ep, in uscita il 12 giugno nella versione fisica.
Com’è stato il post “Amici”?
Quando mi sveglio la mattina, mi guardo allo specchio e dico ‘Oddio! In che senso?’. Ancora sono un po’ incredula per tutto quello che ho vissuto. Mi porto tanto dietro i rapporti con tutte le persone che ho ‘coltivato’, ho accudito lì dentro. Mi porto tutte le forti emozioni, perché la bellezza di fare un percorso del genere ti fa vivere una quantità di emozioni folli e tante, concentrate.
Qual è il tuo ricordo più intenso?
Quando ho preso la maglia dorata della Finale. È stato proprio un lasciare scorrere le emozioni, tutto dopo aver scalato una montagna altissima. È stato bello guardarmi lì, in mezzo allo studio che tremava e che diventa tutto dorato mentre stringevo fortissimo la mano fortissima a Maria De Filippi per rendermi ancora più conto che stava succedendo davvero.
Un ricordo negativo?
Dopo aver vissuto queste esperienze così piene e forti, usciti fuori dalla scuola ‘rallenta’ tutto ed è straniante. A me piace sempre fare moltissime cose. Sono tornata a Firenze, ho ultimato il disco, ho avuto tempo per riflettere e per assorbire tutto.
Ci sei riuscita?
Non sono riuscita ad assorbire ancora tutto molto bene, ma penso che sia anche il bello di lasciare un po’ scorrere le emozioni e non metabolizzare tutto al 100%.
Cosa hai capito?
Sono incredula, ma consapevole del percorso fatto di crescita, della tanta voglia di fare che mi rimane sempre in corpo, da sempre da quando sono piccola.
Cosa ne pensi della vittoria di Lorenzo?
Sono felicissima perché è un fantastico artista. Molto giovane, ma anche tanto maturo anche per la sua età. Gli voglio tanto bene e gli auguro tutto il meglio, perché è tutto meritato. Ero affascinata da qualsiasi cantante o ballerino lì dentro perché erano mossi da tanta passione. Stare in mezzo alle ambizioni degli altri così è sempre stimolante.
E io spero di non essere stata da meno.
Tra i brani di questo disco c’è “Non è mica fantasia” e tra gli autori di questo disco c’è Riccardo Stimolo. Come mai avete deciso di scrivere una canzone insieme?
Questo brano è nato assieme a Riccardo e Lorenzo ed è nato da una semplice domanda. A Riccardo voglio tanto bene e penso abbia anche una bellissima con una forte qualità interpretativa. Anche lui si merita veramente di raggiungere tutto quello che si è prefissato e tutto quello che si immagina dalla vita. Siamo stati compagni di squadra, uniti nelle vittorie e nelle sconfitte.
Riccardo è stato accusato di omofobia per alcune sue vecchie frasi. Come l’hai vissuta?
Non è come lo hanno descritto e penso che la vicenda sia tutta sbagliata.
Perché?
Ha ammesso i suoi errori, ha capito e posso confermare che è assolutamente lontano dall’idea di quello di cui è stato accusato. Ha vent’anni ed è mosso da tanta bontà. Ha tanto amore da dare e quindi mi viene da dire solo questo su di lui. A me, come a tutti i nostri compagni, non è mai stata sfiorata l’idea per un attimo che fosse omofobo. È una accusa che non lo rappresenta proprio e può confermarlo chiunque entra in contatto con lui e lo conosce un minimo. Sbagliamo tutti nella vita e l’importante è riconoscerlo e non rifare gli stessi errori.
Canti: “Siamo giovani, lasciateci stare, siamo fatti per immaginare”. Difficile farlo per il clima di guerre e di odio che ci circonda?
È proprio per questo che canto quei versi. È importante che ci sia spazio per sognare, per amare, per sbagliare, per rialzarsi, per vivere la vita proprio in questo periodo così buio. C’è anche tanto vuoto attorno…
Come mai?
Siamo un po’ figli della ‘tecnologia’ che ci apre però a mondi sconosciuti, di solitudine… Per questo, secondo me, dobbiamo sempre essere aperti ad esprimerci, lottando per avere un qualcosa da dire, di avere un qualcosa da sognare nonostante il contesto.
Pensi davvero che possa esserci un mondo migliore per voi?
La speranza è l’ultima a morire, si dice, fino a quando possiamo crediamo nel meglio, perché siamo noi che siamo al comando del nostro pensiero e quindi se possiamo farlo ben venga.
In “Wanda” dici: “Volevo interrogarmi, gli errori sono tanti”. Ne hai fatti già così tanti nonostante la tua giovane età?
Eh per miei vent’anni sono tanti (ride, ndr). In tanti momenti della mia vita avrei voluto reagire in maniera diversa. C’è stato un momento in cui ho rallentato tutto perché avevo vissuto delle delusioni e avevo sbagliato nel giudizio di determinate persone, il che mi ha portato a tutto questo, ad attutirmi un po’ nei confronti non della vita. Avrei voluto non sbagliare, ma in realtà no perché se non avessi mai sbagliato non sarei mai cresciuta. E quindi mi interrogo sugli errori che sì, sono tanti, ma poi ricomincio a vivere.
in “Lolita” parli di aspettare il karma. Ti riferisci a chi ti ha deluso?
Si dice’ non fare agli altri quello che non vuoi venga fatto a te stesso’. Ci credo tanto perché se semini del male, tante volte è difficile raccogliere il bene.