E’ morta Marina Ripa di Meana. Settantasei anni, nata a Reggio Calabria, a dare la notizia della scomparsa il sito Dagospia secondo il quale Marina aveva detto agli amici: “Questo sarà il mio ultimo Natale“. Aveva 76 anni, essendo nata a Reggio Calabria il 21 ottobre 1941 come Marina Elide Punturieri. Dal 2001 lottava contro il cancro. Sedici anni, nei quali la scrittrice e stilista aveva continuato a “esserci”, con interviste e apparizioni televisive. “Sono sempre andata incontro alle mie necessità, alle mie debolezze e ai miei desideri”, diceva in un’intervista di qualche anno fa. Donna forte e dotata di grande personalità, la sua storia si intreccia con quella del costume italiano. Sui suoi primi quarant’anni hanno girato un famoso film: nel suo ruolo, Carol Alt, e chissà se l’attrice è riuscita davvero a incarnare il fascino e la bellezza di una donna che seppe conquistare gli anni della Dolce Vita a colpi di nonchalance e sfrontatezza. Stando a quello che raccontava lei stessa, sembrerebbe di no. Pare infatti che Bettino Craxi, che di Marina è stato molto amico, dopo un pranzo con lei e la famosa attrice abbia detto: “Preferisco l’originale”.

Dopo gli studi, Marina comincia a lavorare come stilista e apre un atelier di alta moda a Roma, insieme all’amica Paola Ruffo di Calabria. E’ il primo matrimonio, nel 1964, con Alessandro Lante della Rovere, padre di sua figlia Lucrezia. A portare Marina alla ribalta della mondanità e a darle l’occasione di frequentare l’alta società romana e artisti come Alberto Moravia, Renato Guttuso, Mario Schifano, Pier Paolo Pasolini. Forte è la passione che vive in quegli anni con il pittore Franco Angeli, in una relazione extra coniugale che racconta nel libro Cocaina a colazione. Venticinquenne e già mamma, Marina si lascia travolgere. “Rifarei tutto ciò che ho fatto per lui, compreso prostituirmi per procurargli la droga”, ha detto in un’intervista al Corriere della Sera.

Ma la sua vita è all’insegna della spregiudicatezza e dell’anticonformismo, raccontato nel suo bestseller I miei primi quarant’anni (dal quale viene tratto il film di Carlo Vanzina con Carol Alt), compresa la sua relazione con il giornalista Lino Jannuzzi, avviata dopo il divorzio da Lante della Rovere. Gli anni Settanta segnano le sue prime comparse televisive, tra le quali anche quella come valletta di Maurizio Costanzo. Il sodalizio con il giornalista, però, si interrompe quando lei gli tira una torta in faccia nel corso della trasmissione Grand’Italia.

Nel 1982 sposa il marchese Carlo Ripa di Meana, e le fanno da testimoni Alberto Moravia e Goffredo Parise, mentre Bettino Craxi è il testimone dello sposo. Un rapporto, quello con il leader del Psi, che continuerà negli anni anche dopo l’esilio ad Hammamet, e che vedrà lei e suo marito travolti dalle polemiche degli alti costi della visita ufficiale in Cina del 1986 dove Craxi portò, a bordo dell’aereo di Stato, numerosi familiari e amici. Una circostanza che spinse Giulio Andreotti, ministro degli Esteri di Craxi, a ironizzare sull’aereo (“Andiamo in Cina con Craxi e i suoi cari”).

Marina Ripa di Meana alterna l’attività di stilista con quella di scrittrice: pubblicò anche La più bella del reame, Vizi, veleni e velette, La donna che inventò se stessa, fino a una biografia sulla contessa Agusta La vita estrema di Francesca Agustà e l’ultimo del 2016 Colazione al Grand Hotel. E poi le campagne animaliste: contro la moda delle pellicce, soprattutto, come quella realizzata per l’International Fund for Animal Welfare di cui diviene ambasciatrice nel 1995, dove appare sui manifesti completamente nuda, con una folta peluria sul pube e la scritta: “L’unica pelliccia che non mi vergogno di indossare”. Una foto che rifarà, diversi anni dopo, presentandola in una trasmissione di Piero Chiambretti con un fotoritocco che “imbianca” le parti intime.

Ma l’ambientalismo – che la unisce negli ideali con il marito Carlo, per anni esponente dei Verdi oltre che ministro dell’Ambiente – la porta a impegnarsi anche nelle campagne contro gli esperimenti nucleari a Mururoa e contro il parcheggio del Pincio a Roma. Infine, dopo la partecipazione al reality show La fattoria, nel 2009, e una parte nella fiction I Cesaroni, Marina Ripa di Meana esordisce nel 2015 come attrice teatrale nello spettacolo Il Congresso degli Arguti.

La tv, sempre, dagli anni Settanta ai giorni nostri. La malattia, che la colpisce nel 2002, la racconta a maggio scorso in un’intervista a Pomeriggio 5, dove si presenta con una veletta nera davanti al viso, sfigurato a causa di un’allergia a una terapia: “Sono 16 anni che combatto contro il cancro”, dice a Barbara D’Urso. “Mi hanno tolto un rene, ci sono stati 5 anni di sosta poi è ricominciato”. La vita “è andata avanti con momenti difficili”, racconta spiegando di aver affrontato la malattia “facendo tutto, scrivendo, mettendo in campo libri, andando a presentazioni, non cambiando assolutamente la mia vita”.

Gli aneddoti, tantissimi. Dalla torta in faccia a Maurizio Costanzo alla pipì addosso a Vittorio Sgarbi e passando per il duello tra Carmelo Bene e il principe Ruspoli (“Eravamo a Cortina a colazione al Posta – ha raccontato al Corriere – Il principe Ruspoli era al tavolo vicino. Carmelo gli diede del fascista. Al che, Lilio, lo sfidò a duello”), di storie ne ha vissute e di aneddoti ne ha raccontati tanti, Marina, non risparmiandosi mai. Famoso quello che ha come protagonista l’avvocato Agnelli: “Arrivò a casa mia sull’Appia Antica, si affacciò alla mia camera da letto e trovandomi con Eliseo Mattiacci e Gino De Dominici disse: ‘Siamo già in troppi’, e se ne andò”.

“E’ coraggiosa come sempre e una grande comunicatrice come sempre” la descriveva il marito Carlo dopo lo “spogliariello” contro le pellicce. “Coraggiosa, come sempre“. Come quando, con la malinconia di chi si conosce bene, ha detto agli amici di essere pronta per il suo ultimo Natale.