Aumenta e si rafforza la rivolta della popolazione iraniana contro il governo e l’attuale situazione economica. Dopo il discorso del presidente Hassan Rohani, che ha garantito la libertà di manifestazione ma annunciato tolleranza zero “per chi crea disordini”, l’escalation delle proteste ha portato “dimostranti armati” ad assaltare stazioni di polizia e basi militari, secondo quanto riferito dalla tv di Stato. Lo stesso canale ufficiale parla di almeno dieci persone uccise durante le manifestazioni ancora in corso in molte delle principali città in Iran, dalla capitale Teheran fino Mashhad e Kermanshah, dove centinaia di manifestanti sono in strada per ribellarsi a caro prezzi e disoccupazione. La repressione della protesta ha portato inoltre a circa 400 arresti, riporta la Bbc. Altri due persone sono state uccise a Izeh, come ha riferito all’agenzia di stampa Ilna il deputato Hojatollah Khademi.

Intanto nel Paese sono stati oscurati i social network. Il 28 dicembre è stata arrestata anche la ragazza che si era tolta lo Hijab, il velo imposto per legge alle donne, e con i capelli sciolti protestava sventolando una bandiera bianca per le strade della capitale Teheran. Il suo gesto è diventato uno dei simboli delle manifestazioni e nel luogo dove è stata arrestata, in piazza Enghelab, sono stati lasciati fiori e lettere di ammirazione. In Iran per una donna mostrarsi in pubblico senza il velo implica la pena dell’arresto e l’obbligo a frequentare corsi di rieducazione.

L’Iran “sta fallendo ad ogni livello”, afferma il presidente americano Donald Trump in un nuovo tweet sulle proteste, nel quale torna ad attaccare anche l’accordo nucleare stretto dal suo predecessore con Teheran. “L’Iran – si legge – sta fallendo ad ogni livello malgrado il terribile accordo fatto con l’amministrazione Obama. Il grande popolo iraniano è stato represso per tanti anni. Sono affamati di cibo e libertà. Assieme ai diritti umani la ricchezza dell’Iran viene saccheggiata”.  “È tempo di cambiare”, conclude Trump. Il presidente Usa “non ha il diritto di simpatizzare” con il popolo iraniano, è la replica di Rohani. “Il governo iraniano dovrebbe rispettare i diritti del suo popolo, incluso quello di espressione. I regimi oppressivi non possono durare in eterno. Il mondo sta guardando!”, aveva scritto Trump su twitter già il 30 dicembre.

Le manifestazioni sono cominciate quattro giorni fa, quando centinaia di persone sono scese in strada nelle aree nord-orientali del Paese per ribellarsi contro il caro prezzi, l’aumento della disoccupazione e la mancanza dei benefici economici promessi dopo la firma dell’accordo sul nucleare. In pochi giorni i cortei sono aumentati fino a coinvolgere Mashhad, Kermanshah e, infine, Teheran, oltre ad altre zone nel sud del Paese. È allora che sono intervenute per la prima volta le squadre antisommossa, che hanno usato idranti e lacrimogeni e fatto qualche arresto per cercare di tenere la situazione sotto controllo, con i manifestanti che avanzavano al grido di “morte al dittatore, morte a Rouhani!”.

“Il popolo iraniano è libero di manifestare”, ma “il governo non mostrerà tolleranza per chi danneggia le proprietà pubbliche, viola l’ordine pubblico e crea disordini”, ha detto domenica il presidente Rohani nel primo discorso alla nazione da quando sono iniziate le proteste. “Le autorità – ha voluto sottolineare – devono autorizzare le manifestazioni e le proteste legali”.

Secondo il deputato Hedayatollah Khademi, due manifestanti sono rimasti uccisi domenica sera nel corso delle proteste nella città di Izeh, nel sudest del Paese. “Gli abitanti hanno manifestato come avviene altrove nel Paese contro le difficoltà economiche e, sfortunatamente, due persone sono rimaste uccise e altre ferite”, ha riferito all’agenzia di stampa Ilna, vicina all’opposizione. “Non so se i colpi siano arrivati dalle forze dell’ordine o dai manifestanti”, ha specificato il deputato.

Altri quattro morti a Doroud, nella provincia occidentale iraniana di Lorestan, stando a quanto riferito il governatore della città, Mashallah Nemati, citato dall’agenzia di stampa Isna. Secondo l’autorità, ad aprire il fuoco contro i manifestanti non sarebbero stati i poliziotti ma uomini in borghese che hanno sparato anche contro le forze dell’ordine e le stazioni di polizia. Circa 100 persone sono state invece arrestate durante le proteste nella città di Arak. Domenica altre 200 persone erano state fermate a Teheran.