Delusione per Jonas Carpignano: A Ciambra non entrerà nella cinquina dei migliori film in lingua straniera ai prossimi Academy Awards. A indicarlo è la shortlist divulgata nottetempo contenente i 9 titoli dai quali saranno estratti i fab five nominati all’Oscar. Amarezza tricolore, quindi, ma soprattutto di qualità, giacché l’opera seconda del regista italo-americano era senza dubbio meritevole almeno quanto se non maggiormente rispetto ad altre preferite dall’Academy. Un presentimento nel senso dell’esclusione arrivava già dalle candidature ai Golden Globes annunciate qualche giorno dove pure A Ciambra era escluso.

A giocarsi la nomination saranno dunque (in ordine alfabetico di Paese di provenienza): Una donna fantastica di Sebastian Lelio (Cile), Oltre la notte di Fatih Akin (Germania), Foxtrot di Samuel Maoz (Israele), L’insulto di Ziad Doueiri (Libano), Loveless di Andrey Zvyagintsev (Russia), Félicité di Alain Gomis (Senegal), The Wound di John Trengove (Sudafrica), The Square di Ruben Östlund (Svezia), On Body and Soul di Ildikò Enyedi (Ungheria). Fatta eccezione del finora da noi invisibile The Wound, i restanti otto titoli sono stati premiati da festival blasonati quali Cannes (The Square = Palma d’oro, Loveless = Prix du Jury, Oltre la notte = premio miglior attrice), Venezia (Foxtrot = Gran premio della Giuria, L’insulto = premio miglior attore), Berlino (On Body and Soul = Orso d’oro, Félicité = Gran premio della Giuria, Una donna fantastica = premio miglior sceneggiatura): la sottolineatura si presta a denotare il legame – mai come quest’anno evidente – a un pedigree acquisito nei contesti festivalieri significativi che non alla qualità in senso stretto dell’opera designata a concorrere alla nomination. Che forse i membri dell’Academy hanno iniziato a fidarsi (meglio dire “delegare”) alle varie giurie di Palme, Leoni ed Orsi d’oro le proprie preferenze? Naturalmente servirebbero ulteriori annate per consolidare questa sensazione, tuttavia al prossimo Oscar (la cui serata sarà celebrata il 4 marzo 2018) si sfideranno fra loro Cannes, Venezia e Berlino.

Se da un punto di vista prettamente valoriale il magnifico lavoro del russo Zvyagintsev è – a nostro avviso – il titolo dotato di maggior qualità cinematografica e dunque il candidato più meritevole alla vittoria finale, in un approccio invece più attento al funzionamento delle lobby – vere padrone di Hollywood – a giocarsela con forti supporti potrebbe essere l’israeliano Foxtrot insieme ad opere orientate a contenuti “politicamente corretti” e filo-umanitari come Félicité, Una donna fantastica e L’insulto. Non è da escludere, infine, che in un clima particolarmente segnato da scandali sessuali l’unica donna concorrente (l’ungherese Enyedi) possa trionfare col suo comunque bel film On Body and Soul.

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