“Tappami Levante, tappami se tu mi vo’ bene”. La battuta, arcinota e amatissima, è di Massimo Ceccherini. Il film è Il Ciclone, e il “Levante” della situazione è un Leonardo Pieraccioni in splendida forma, sia come attore che come regista. Prendendo a prestito la battuta e cambiandone alcune parole, potremmo attualizzarla con un “tappate Levante, tappatela se ci volete bene“. Cambiano le parole e cambia il soggetto perché stavolta, purtroppo, “Levante” non è un contadino toscano guascone e romantico ma la cantautrice/giudice di X Factor/ fashion blogger. Proprio lei. Lei che in questi giorni è diventata bersaglio dei social e probabilmente non a torto. Perché? Perché a memoria d’uomo non si ricorda qualcuno capace di prendersi così sul serio. Levante compone canzoncine con giochini di parole che spesso e volentieri hanno a che fare con la cacca (sigh) e poi però indottrina concorrenti e pubblico a casa con filippiche che nemmeno De André, c’è da scommetterci, avrebbe osato.

Levante scrive libri con metafore che tocca rileggerle tre o quattro volte, perché, dici, non può esserci qualcuno più logoro di Moccia (“Iniziai a fare connessioni mentali velocissime, stavo al pensiero come Bolt stava alla corsa”), e poi butta giù poemi sui social in difesa delle sue artiste manco si trattasse di debellare il cancro. Salvo poi “hashtaggare” (“segnalare”, per chi fortunatamente usa parole italiane quasi a qualsiasi costo) parrucchieri e marchi, perché di qualcosa bisogna pur campare e la “nostra” è, anche, una fashion blogger. Anzi, per dirla alla Zoolander, fashion blogger/cantautrice/giudice/scrittrice.

“Fino alla fine ho sperato fosse un brutto sogno, invece no, la realtà ci ha tagliato in mille pezzi… perché oggi sono onestamente a pezzi rispetto a un tavolo che ieri non ha salvato la musica ma ha fatto i propri interessi”. Queste le prime due righe del post dove la “nostra” si erge a paladina di… di… ehm. Insomma, si erge a paladina di qualcosa. “La realtà – scrive – ci ha tagliato in mille pezzi”. Già a quel punto del post viene da alzare gli occhi al cielo in cerca di misericordia. Da lì, via con le frasi fatte, fino al climax: “Non fischiate i politici disonesti, gli assassini, gli evasori, la mancanza di gentilezza… fischiate una ragazza di 20 anni che non ha fatto nulla se non farci sognare quel giorno di settembre per poi non reggere il peso delle nostre aspettative”. Boom. Fashion blogger/cantautrice/giudice/scrittrice/politica.

Il tutto correlato da hashtag degli sponsor, da una foto in posa e da un bello sfondo con Beatles e Nirvana, come a dire che lei sa cosa dice perché di musica ne conosce tanta tanta tanta. Come tanti tanti tanti sono i commenti sotto al post – negativi, per lo più – e i tweet a lei dedicati. Tutti accomunati da un minimo comune denominatore: autori di X Factor, “tappate Levante, tappatela se ci volete bene”. Anzi, già che siete magari per il prossimo anno rivalutate l’idea di una giuria meno indie e più popolare. Perché così, con tutto questo prendersi sul serio, il rischio è di allargare la crepa già visibile in un format stanco (cit. Linus). A beneficiarne, c’è da scommetterci, non saranno solo gli ascolti.