Avevo raccontato la vicenda del call center di Paternò, in un mio post di luglio. Si tratta di 600 operatrici e operatori licenziati a causa della cattiva gestione aziendale, che invece di arrendersi alla “cattiva sorte”, hanno deciso di prendere in mano la situazione, riuscendo a tenere unito e compatto il gruppo per oltre un anno, capendo che solo tentando il rilancio della loro attività con idee innovative e moderne avrebbero potuto salvaguardare il posto di lavoro.

Una situazione che è diventata il simbolo del disagio occupazionale del territorio catanese, ma anche della voglia di riscatto di queste e questi giovani che da oltre un anno lottano per ottenere giustizia e per non essere costrette e costretti ad emigrare.  La vicenda è a un punto di svolta. L’azienda riaprirà con un nuovo nome e un diverso progetto imprenditoriale, grazie alle battaglie dei lavoratori e all’intervento dei sindacati. Per gli operatori però resta il problema della continuità del reddito finché la nuova azienda non sarà a regime. Si richiede il prolungamento degli ammortizzatori sociali, che scadranno il 6 dicembre rimanendo di fatto senza alcuna forma di reddito.

Così hanno scritto questa lettera aperta ai quattro candidati governatore della Sicilia. Credo che sia importante supportarli, per questo rilancio il testo e sollecito i candidati presidente a farsi sentire. La campagna elettorale, infatti, non ha senso se si limita a comizi o visite a comitati elettorali rimanendo nel cortocircuito dei territori di partito o delle clientele. Deve vivere lì dove esistono i problemi, senza offrire facili promesse, appunto elettorali, ma ascoltando il territorio per costruire insieme le soluzioni possibili. Ecco quindi la lettera:

Gentili candidati alla presidenza della Regione Siciliana,
Onorevole Giancarlo Cancelleri, Onorevole Claudio Fava, Professor Fabrizio Micari, Onorevole Nello Musumeci,

I nostri nomi sono Valentina Borzì, Giovanni Arcidiacono ed Anna Orifici, ex lavoratori e rappresentanti sindacali del call center Qè di Paternò, chiuso per mala gestione imprenditoriale.
Ci rivolgiamo a voi a nome di tutti i nostri colleghi che, assieme a noi, vivono da oltre un anno un dramma occupazionale che continua a produrre effetti devastanti per noi, per le nostre famiglie, circa 600, e per il nostro territorio, già fortemente impoverito dalla crisi e dalla disoccupazione crescente. Abbiamo deciso di rivolgerci formalmente a voi, nella vostra qualità di candidati alla carica più importante della nostra Regione, e certi della vostra sensibilità nei confronti dei lavoratori, affinché già oggi ma anche dopo il 5 novembre, nel ruolo che andrete a ricoprire, si possano individuare le soluzioni possibili e praticabili che, se ce ne darete la possibilità, intendiamo proporvi. Chiediamo che una nostra delegazione possa incontrarsi e confrontarsi con voi, per illustrarvi le ragioni e le responsabilità della nostra crisi aziendale e le prospettive, al momento incerte, che ci attendono, laddove non vi fosse l’attenzione della Regione e delle Istituzioni locali e nazionali. Vorremmo farlo compatibilmente con i vostri impegni elettorali, in data e sede che vorrete indicarci o che possiamo concordare.

Certi di una vostra risposta, porgiamo distinti saluti

Paternò 19/10/2017

Valentina Borzì 
Giovanni Arcidiacono 
Anna Orifici