“Non accorpate la scuola media di via Vivaio”. L’appello arriva dall’omonima associazione di genitori, dal consiglio d’istituto e da tutti i docenti di questo istituto secondario di primo grado che da oltre quarant’anni è uno dei fiori all’occhiello del sistema d’istruzione della città e della Lombardia. Ora proprio da Palazzo Marino si è delineata l’ipotesi di un accorpamento amministrativo con l’istituto omnicomprensivo “Corridoni”. Una scelta dettata dalle dimensioni di questa scuola ma che, secondo il presidente dell’Associazione Vivaio Francesco Togni, “porterebbe ad incrinare irrimediabilmente la sperimentazione avviata”. Sono proprio l’autonomia dell’istituto e le sue dimensioni a fare in modo che ci si possa far carico di bisogni speciali. Un grido d’aiuto lanciato alla città ma soprattutto al sindaco Giuseppe Sala e all’assessore all’Istruzione Anna Scavuzzo attraverso un appello lanciato in Rete.

Mamme e papà ma anche professori sono chiari: “Con l’accorpamento verrebbero meno alcuni presupposti concreti e fondanti. Non avremmo più un consiglio d’istituto e quindi nessun luogo formale di collaborazione e cogestione tra docenti e genitori. Perderemmo il collegio docenti distinto e omogeneo, formato da figure con expertise e un’attenzione forte e specifica alle differenti disabilità e alla didattica inclusiva”. Non solo. Accorpamento significa anche dire addio all’autonomia dell’organico che è il presupposto per mantenere la continuità didattica e contenere il turnover dei docenti, elementi necessari soprattutto in un luogo dove si lavora accanto ai ragazzi con disabilità e bisogni complessi. Nell’appello all’amministrazione Togni chiede al Comune di difendere l’autonomia e l’esperienza della scuola e di incoraggiare lo sviluppo di altre realtà analoghe: “Piccolo è bello, o semplicemente, a volte, è indispensabile per fare cose grandi. Solo in un contesto raccolto, focalizzato, è possibile un progetto didattico così forte e delicato”.

Alla Vivaio vanno orgogliosi delle tante attività messe in campo in questi anni: lo studio di uno strumento musicale (pianoforte, violino, chitarra, flauto, clarinetto); la possibilità di studiare su testi in braille o a caratteri ingranditi, identici a quelli adottati dalla classe; strumenti tiflologici; lavagne luminose in tutte le classi, videoingranditori, lampade e leggii; laboratorio di informatica, computer con barra braille, sintesi vocale, schede di ingrandimento e possibilità di stampa anche in braille dei testi elaborati dagli alunni; attività di orientamento o di autonomia motoria conforme alla tipologia di handicap. Da Palazzo Marino l’assessore Scavuzzo non parla. Gli uffici dell’assessorato ci assicurano che “dopo aver presentato il piano di dimensionamento alle scuole e ai consiglieri comunali nei mesi scorsi sono stati raccolti i rilievi” che verranno presentati lunedì in commissione Istruzione prima dell’approvazione del piano di dimensionamento in consiglio comunale.