Non è stato un bel weekend per Rai 1. Dopo il debutto poco brillante del nuovo programma del sabato sera, quel Celebration su cui c’erano tante aspettative, un’altra prima puntata ha registrato ascolti fiacchi. Stiamo parlando della nuova Domenica In, già soprannominata “Casa Parodi” per la conduzione in tandem delle sorelle Cristina e Benedetta Parodi. Il programma, nonostante l’effetto curiosità del kick-off, ha registrato un tiepido 12,31% di share, tenendo incollati, in media, 1 milione e 706mila telespettatori. Dall’altra parte, e ci riferiamo alla Domenica Live di Barbara D’Urso, la curva degli ascolti volava dal 17,36% al 20% sul finire di puntata. Una disfatta per la prima rete.

Il programma aveva l’ambizione di riportare leggerezza e toni eleganti nella domenica pomeriggio degli italiani, ma ne è uscito un mix confusionario e senza un racconto ben preciso. Un contenitore quasi insipido e, speriamo, migliorabile in corso d’opera. Durissimo è stato l’attacco di Fabrizio Del Noce, ex direttore di Rai 1. “Una trasmissione a dir poco deprimente. Mi vergogno di essere stato direttore di rete. Oggi, guardando Domenica In mi è venuto un attacco di bile, e lo dico prima degli ascolti. Una trasmissione senza capo né coda, senza un filo logico, senza idee. Poi la conduzione… Se Cristina Parodi è una professionista, Benedetta non può fare tv. Non dimentichiamo che Domenica In è stata condotta da professionisti come Corrado, Baudo, Carrà… Fa male al cuore dopo aver diretto Rai 1 per tanti anni vederla ridotta così”, è stato il suo commento poche ore dopo la prima puntata del programma.

Ma cosa unisce il flop di Celebration a quello di Domenica In? Un uomo: Massimo Giletti. Il giornalista avrebbe dovuto condurre il programma musicale del sabato sera di Rai 1, oltre alla sua Arena della domenica, che almeno quattro milioni di spettatori li ha sempre assicurati. Ma la Rai se lo è fatto scappare e questi sono i risultati. C’era da aspettarselo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

“Celebration”, esordio flop per il nuovo show di Rai1 con Rossi e Marcorè. Umiliati nello share da “Tù sì que vales”

prev
Articolo Successivo

Grande Fratello Vip, Daniele Bossari lascia la casa: “Gravi motivi personali”

next