Una legge per la tutela di chi denuncia che non vale, guarda caso, per i palazzi della politica. In Senato parla Andrea Franzoso, il “disobbediente” che svelò i furti di Ferrovie Nord Milano e le “spese pazze” del suo presidente, e invita altri a seguire il suo esempio: “denunciate”. Lo fa da Palazzo Madama, alla presenza del presidente Piero Grasso e del capo dell’Anac Raffaele Cantone, perché qui rischia di naufragare la legge per la protezione dei whistleblower, i “soffiatori di fischietto”. Una norma che tutela il dipendente nel momento in cui fa una segnalazione di episodi di illegalità. Che però non vale per i palazzi della politica, a partire dal Senato.

Perché la legge in questione, anche qualora venisse approvata, si infrangerebbe contro l’autodichia  della quale non tiene conto, cioè la facoltà di auto-regolamentare il proprio funzionamento di Camere, Quirinale e Corte Costituzionale. Una facoltà che le pone fuori della legge ordinaria, compresa quella sui “soffiatori”, cosicché un dipendente delle amministrazioni più sensibili dello Stato mai denuncerà. E neppure potrà rivolgersi all’Anac, come qualunque impiegato pubblico. Insomma, la legge ha un buco.

Il 17 ottobre se ne parlerà in un convegno promosso dal Comitato per il superamento dell’Autodichia insieme ad alcuni protagonisti di queste “battaglie di civiltà”. Tra gli altri, ci saranno Felice Besostri, l’avvocato protagonista della battaglia contro il Porcellum e coordinatore del gruppo di avvocati anti-Italicum, e Piero Lorenzoni, ricorrente in Corte Costituzionale per il primo caso di difesa dei lavoratori degli organi costituzionali dall’autodichia.

“I dipendenti di Camera, Senato e della Corte Costituzionale sono e restano diversi dagli altri lavoratori”, spiega la radicale Irene Testa, presidente del Comitato e autrice di saggi sul tema autodichia/autocrinia. “Se decidono di denunciare irregolarità, non possono essere tutelati dalla legge che sta per essere approvata. Un esempio: secondo la sentenza del Tribunale di Roma di qualche giorno fa, Sergio Scarpellini ha evaso l’Iva sugli affitti con la Camera del 2011. C’è qualcuno che sapeva, e che avrebbe potuto segnalare?”.

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