“Per una volta abbiamo superato il detto tipicamente labronico ti c’ho ner cuore ma ti vo’ ner culo” dice Bobo Rondelli. Anche lui, il più noto cantautore livornese, è tra gli artisti che canteranno in Bella Livorno, un concerto che il 26 settembre, al teatro Goldoni, servirà a raccogliere fondi per la gente alluvionata della città toscana. Bella Livorno, d’altra parte, è un pezzo di un suo verso, in Madame Sitrì. Così Rondelli ed altri artisti livornesi e amici di Livorno saliranno sul palco per un concerto per raccogliere fondi da devolvere ai cittadini alluvionati. “Era doveroso rendere omaggio alle vittime e aiutare con quello che so fare – dice Rondelli – I tanti giovani che nei giorni scorsi hanno spalato il fango sono la dimostrazione che, per una volta, abbiamo superato il detto tipicamente labronico ti c’ho ner cuore ma ti vo’ ner culo. La reazione della città anche di fronte a questo concerto è stata commovente ed è la dimostrazione che Livorno è grande davvero”. Infatti in poche ore il concerto ha registrato il sold out, i biglietti sono stati polverizzati attraverso un frenetico passaparola. “Spero che questa solidarietà venga fuori anche dopo, quando tornerà a splendere il sole e sembrerà che non ce ne sia più bisogno. Perché ce n’è bisogno sempre”.

Bella Livorno così è diventato il titolo che Toto Barbato, direttore artistico del The Cage – tempio labronico della musica dal vivo – ha dato al concerto insieme al frontman degli Zen Circus Andrea Appino e Motta. Oltre a loro e Rondelli saliranno sul palco del Goldoni anche Nada, Tommaso Novi, Bandabardò e Brunori Sas, tutti artisti che hanno scelto di esserci e che sono legati in qualche maniera alla città di Piero Ciampi, poeta e cantautore che aveva lasciato il cuore sul porto di Livorno. Livornesi saranno anche i conduttori del concerto-evento: Dario Ballantini, Leonardo Fiaschi e Michele Crestacci.

L’idea è venuta ad Andrea Appino (frontman degli Zen Circus) e a Motta. “Eravamo a Milano la sera del 9 al concerto degli Stato Sociale – racconta Appino – La mattina di domenica sono stato svegliato da decine di messaggi di amici preoccupati per quello che era successo nella mia città e ho iniziato a leggere notizie che si facevano via via più drammatiche e che avevano coinvolto, purtroppo, anche persone a me vicine. La sera ci siamo incontrati e Motta mi ha subito proposto di organizzare qualcosa per raccogliere fondi, qualcosa di immediato per dare un segnale forte. Abbiamo chiamato Toto Barbato, pensato ad un ipotetico cast e qualcuno si è aggiunto spontaneamente. La risposta degli artisti è stata immediata ma addirittura commovente è stata quella dei livornesi. Me lo aspettavo perché la solidarietà è nel dna di Livorno”. Un’altra dimostrazione di generosità dei livornesi, dopo le immagini dei bimbi della mota – cioè “i ragazzi del fango” – che con un’infinita energia per giorni hanno aiutato le famiglie più colpite a ripulire strade, case, giardini, aziende.

Da tutta Italia hanno chiesto di spostare la manifestazione in una location più grande (le ipotesi potevano essere il PalaModigliani che conta circa 9mila posti o lo stadio) o di aggiungere almeno una serata, “ma non si può fare – spiega Barbato – Abbiamo cercato in queste ore delle soluzioni per consentire a più persone possibile di partecipare, ma non è facile incrociare le date di così tanti artisti”. Tuttavia una soluzione c’è e, come spesso accade, prevede sinergia e collaborazione. E l’idea del The Cage diventa quasi un format da collegare a Bella Livorno, donando i proventi degli spettacoli attraverso il conto-corrente pro alluvionati “Fondo solidarietà alluvione Livorno” aperto dal Comune. Un format rivolto a chiunque: musicisti, music club, etichette discografiche, promoter, agenzie. “Organizzate concerti, state insieme, raccogliete questa spinta salmastra di solidarietà”.