Attualità

Paolo Virzì dal festival di Venezia rilancia la causa di Giulio Regeni: “La bandiera italiana è macchiata di sangue. Lui è un nostro eroe”

Alla vigilia dell'audizione del titolare della Farnesina Alfano davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato, il regista livornese, al Lido per presentare il nuovo film The Leisure Seeker, già in passato aveva esibito il braccialetto giallo con su scritto “Verità per Giulio”, esprime nuovamente il desiderio di andare a fondo sulle dinamiche della barbara morte del ricercatore italiano avvenuta a Il Cairo tra gennaio e febbraio 2016: “È nel nostro cuore ed è uno degli orgogli del nostro Paese. Quindi abbiamo abbiamo il dovere di andare fino in fondo a questa vicenda"

di Davide Turrini

“La bandiera italiana è macchiata di sangue”. Ancora una volta dalla 74esima Mostra del Cinema di Venezia si torna a parlare di verità e giustizia per Giulio Regeni. Dopo l’appello dell’attrice (e giurata al Lido) Jasmine Trinca, è la volta del regista Paolo Virzì, in Concorso al festival per il Leone d’Oro 2017 con il film The Leisure Seeker, interpretato magistralmente da Helen Mirren e Donald Sutherland. L’autore livornese che già aveva esibito il braccialetto giallo con su scritto “Verità per Giulio” durante i David di Donatello 2017, esprime nuovamente il desiderio di andare a fondo sulle dinamiche della barbara morte del ricercatore italiano avvenuta a Il Cairo tra gennaio e febbraio 2016. Un appello, quello di Virzì, che arriva alla vigilia dell’audizione del titolare della Farnesina Angelino Alfano, che oggi alla Camera davanti alle commissioni Esteri di Palazzo Madama e Montecitorio farà il punto sul caso e sui rapporti tra l’Italia e l’Egitto.

Il discorso di Virzì, tuttavia, poco ha a che vedere con le dinamiche istituzionali: “Io sono orgoglioso di essere italiano perché dall’Italia abbiamo espresso persone come Giulio Regeni. Giovani intelligenti, curiosi, competenti, appassionati, coraggiosi”, spiega il regista ilfattoquotidiano.it. Un interessamento tornato d’attualità dopo l’articolo del New York Times dello scorso Ferragosto in cui il giornalista Declan Walsh sostenne che il governo Renzi avesse avuto dagli Stati Uniti le prove dell’uccisione del ricercatore italiano da parte dei servizi egiziani, senza però renderle pubbliche. “L’idea che il nostro paese abbia fatto poco per avere giustizia su Regeni, per il suo destino violento, addirittura truculento, mi fa soffrire e sentire in forte imbarazzo”, ha continuato il regista concordando con le parole espresse da Jasmine Trinca, sbarcata al Lido indossando il braccialetto.

L’attrice, che fa parte della giuria di questa edizione, dal sito del Fatto Quotidiano aveva chiesto a gran voce il coinvolgimento dei suoi colleghi cineasti al Lido, nonché delle star hollywoodiane del red carpet. “Siamo tutti coinvolti in questa vicenda, ed è per questo che il bracciale giallo “verità per Giulio” non sarà solo con me e con gli altri giurati, o di chi avrà visibilità in questi giorni, ma è al polso dei miei amici e di mia figlia. Questa vicenda deve restare pubblica”, ha spiegato la Trinca. “Giulio è un nostro eroe”, ha concluso Virzì. “È nel nostro cuore ed è uno degli orgogli del nostro Paese. Quindi abbiamo abbiamo il dovere di andare fino in fondo a questa vicenda, perché fino a quando non ci sarà giustizia per lui la nostra bandiera è, e rimarrà, macchiata di sangue”.

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