Ci sono voluti sette mesi. Finalmente lunedì 24 luglio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale che renderà possibile il pensionamento immediato dei lavoratori ammalati perché esposti all’amianto. A renderlo noto l’Osservatorio Nazionale Amianto che avverte: il termine per il deposito della domanda è di 60 giorni e scadrà il 16 settembre 2017. I lavoratori che hanno contratto malattie asbesto – amianto correlate potranno accedere alla pensione di inabilità, anche se non si trovino nell’assoluta e permanente possibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, a condizione, si legge, che “abbiano almeno 5 anni di anzianità contributiva, e 3 anni di contributi negli ultimi cinque anni antecedenti la data di deposito della domanda di pensione”.

“È una disposizione legislativa fondamentale che permette l’immediato pensionamento dei lavoratori esposti e vittime dell’amianto anche per coloro che, pur con le maggiorazioni contributive di cui all’art. 13 co. 7 della L. 257/92, non hanno ancora raggiunto l’età anagrafica e l’anzianità contributiva, che sono state via via innalzate, e che si prevede lo vengano ulteriormente per effetto del meccanismo stabilito dalla Legge Fornero”, spiega l’Osservatorio.

Il beneficio è riconosciuto a domanda, nel limite di 20 milioni di euro per l’anno 2017 e di 30 milioni annui per il 2018, con una particolare procedura di monitoraggio e una finestra annuale per la presentazione delle domande, così come già previsto per l’Ape sociale.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Lavoro stagionale, che ne sa Gramellini di cosa vuol dire fare la ‘sguattera’?

prev
Articolo Successivo

Disoccupazione giovanile e Neet, ma chi lo sogna più un posto al sole?

next