“Non vendete alle coop“, ha intimato Bernardo Caprotti agli eredi nel testamento, memore degli ostacoli incontrati quando aveva tentato di aprire supermercati nelle regioni “rosse“. Via libera, invece, alla cessione a un gruppo internazionale del settore della grande distribuzione. Chissà, però, se l’autore di Falce e carrello prenderebbe bene la possibilità che l’acquirente parli cinese. L’offerta, come anticipato da Repubblica e documentato da Affaritaliani, è sul piatto: 7,3 miliardi di euro per l’intero capitale di Esselunga e La Villata, a cui fanno capo le proprietà immobiliari. A presentarla è stato Yida Investment Group, guidato da Yida Zhang. Che attende una risposta alla sua manifestazione di interesse entro il 7 luglio.

Lo scorso anno, prima della morte del fondatore, i fondi Blackstone e Cvc avevano valutato il gruppo tra i 4 e i 6 miliardi a seconda dell’inclusione o meno dell’attività immobiliare da rilevare insieme alla gestione operativa. Ora a decidere saranno gli eredi: la figlia Marina Caprotti, al vertice della società, e sua madre Giuliana Albera. Che insieme controllano quasi il 70% del capitale. I due figli di prime nozze, Giuseppe e Violetta, hanno invece il 16,7% ciascuno oltre al 22,5% a testa de La Villata.

Il gruppo Yida si occupa soprattutto di sanità: gestisce cliniche private in tutto il mondo. Il numero uno ha però attività molto diversificate che spaziano dall’estrazione di metalli preziosi all’immobiliare alle energie rinnovabili.

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