Se non fosse drammatica, la notizia sarebbe solo grottesca: l’Arabia Saudita è entrata nella commissione delle Nazioni Unite sullo status delle donne.

La Commissione è un organismo intergovernativo, composto da 45 rappresentanti di stati membri delle Nazioni Unite che rimangono in carica per quattro anni. Tra i suoi compiti, promuovere l’uguaglianza di genere e migliorare la condizione sociale delle donne.

Non è proprio il posto giusto, insomma, per un paese in cui le donne sono sistematicamente discriminate e in cui – oltre al noto fatto che non possono guidare – sono poste sotto la tutela di un “guardiano” (il marito o un familiare) che prende tutte le decisioni riguardanti il lavoro, lo studio, il viaggio, il matrimonio e persino le cure mediche.

Il voto è stato segreto, ma per raggiungere il quorum necessario all’elezione, la candidatura dell’Arabia Saudita dovrebbe essere stata sostenuta anche fuori dal circolo dei paesi islamici o di quelli che beneficiano di lauti aiuti allo sviluppo da parte della monarchia del Golfo. Sarebbe interessante sapere se e quanti paesi dell’Unione europea l’abbiano appoggiata.

L’Arabia Saudita conferma di avere un enorme peso a livello internazionale. Va ricordato che lo scorso ottobre, nonostante ne fosse stata sollecitata la sospensione, è stata rieletta per un altro mandato nel consiglio Onu dei diritti umani, organismo all’interno del quale le è stato già assegnato il compito di nominare gli esperti sulle varie violazioni.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Migranti, altro che morti in mare. La colpa è delle Ong cattive: parola di Luigi di Maio

next
Articolo Successivo

Ong al contrattacco, MSF: “Sul banco degli imputati dovrebbero esserci gli Stati Europei”

next