La felicità è un diritto per tutti gli esseri umani. La Treccani la definisce come lo stato d’animo di chi è sereno, non turbato da dolori o preoccupazioni e gode di questo suo stato. Essere felici è più semplice con alcune sicurezze come la casa e il lavoro, che ci permettono con più facilità di accettare e di vivere il presente. Invece il benessere economico non garantisce una vita felice, vedi il paradosso della felicità di Richard Easterlin del 1974 – F = f(I,R) – quando aumenta il reddito, la felicità umana aumenta fino a un certo punto, ma poi comincia a diminuire, cioè nel corso della vita la felicità delle persone dipende molto poco dalle variazioni di reddito e di ricchezza.

C’è anche una classifica mondiale della felicità. Nel rapporto World happiness report 2017 l’Italia si trova al 48esimo posto, i più felici sarebbero i paesi del Nord Europa. Ci sono anche dati recenti sull’infelicità, cioè sulla depressione: per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) le persone che soffrono di depressione sono più di 300 milioni di cui 800.000 ogni anno arrivano al suicidio (che è la seconda causa di morte tra i giovani tra i 15 e i 29 anni). È urgente intervenire perché nel 2020 la depressione sarà la seconda causa di disabilità dopo le malattie cardiovascolari. Inoltre per l’Oms il malessere interiore incide pesantemente anche sulla durata della vita: “Aumenta del 40-60% rispetto al resto della popolazione il rischio di morte prematura e riduce l’aspettativa di vita di circa 20 anni”. Per l’Oms è possibile ridurre la depressione con programmi di prevenzione che si devono fare anche nelle scuole per illustrare i vantaggi derivanti da un modello di pensiero positivo per bambini e adolescenti.

Per essere felici è importante anche l’amore che si dovrebbe insegnare nelle scuole perché oggi i ragazzi sono lasciati completamente da soli, non sanno niente dell’amore e nemmeno sanno come si possano affrontare i problemi sentimentali. Purtroppo non esiste ancora una educazione all’amore perché c’è la convinzione che non si possa insegnare ad amare, rinforzata anche dalle affermazioni di persone importanti, quali il filosofo Zygmunt Bauman, che, nel libro ‘Amore liquido’ del 2003 scrisse: “Non si può imparare ad amare (…) la definizione romantica dell’amore come vincolo che dura finché morte non ci separi è decisamente fuori moda”. Invece si può imparare ad amare, è “fuori moda” solo perché nessuno lo insegna (mi chiedo se sono solo io a spiegare l’amore nelle scuole. Il programma delle lezioni nel mio sito), e si può essere felici anche con un solo partner “finché morte non ci separi”.

Concludo con qualche consiglio: scambiatevi sempre tenerezze, baci e parole d’amore, camminate mano nella mano, lavorate/studiate con passione, fate attività fisica, leggete più libri, fate l’amore. Con John Lennon, ascoltiamo le parole di Imagine: “Puoi dire che sono un sognatore, ma non sono il solo. Spero che ti unirai anche tu un giorno e che il mondo diventi uno. Tutti vivano la loro vita in pace. Niente per cui uccidere e morire. Un mondo senza possessi. Senza necessità di avidità. La gente viva al presente. Non ci siano paesi. Fratellanza tra gli esseri umani”.

Il mantenimento dell’ignoranza è un grandissimo business… mentre conoscenza/educazione = libertà/felicità.
Buona Pasqua

Che c'è di Bello - Una guida sulle esperienze più interessanti, i trend da seguire e gli eventi da non perdere.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Killer di Budrio, la fame del bandito in fuga e la sete di sicurezza di tutti noi

next
Articolo Successivo

“Dal Senegal a Murano per imparare l’arte dei vetrai. E ho insegnato il mestiere anche ai miei allievi italiani”

next