La giornata mondiale della felicità, di lunedì. Gli utenti di Twitter non sembrano aver apprezzato molto questa associazione e si sono scatenati con messaggi ironici: “Quando la #GiornataDellaFelicità cade di lunedì capisci che non c’è gioia a questo mondo”, “#giornatadellafelicita di lunedì? ma ci stanno prendendo per in giro? molto divertente”. Ironia a parte, si è felici nel nostro Paese? Non granché. Stando al rapporto ‘World Happiness Report 2017‘, pubblicato dalla Sustainable Development Solutions Network (Sdsn), un’iniziativa globale lanciata dalle Nazioni Unite nel 2012,  l’Italia si trova al 48esimo posto, tra Uzbekistan e Russia, nella classifica della felicità. La Norvegia è al primo posto. Sul gradino più alto del podio per qualità della vita e benessere dei cittadini Oslo spodesta la Danimarca, in una gara tutta nordeuropea. I paesi del Nord Europa si confermano i più felici, mentre quelli dell’Africa sub-sahariana, insieme con la Siria e Yemen, sono quelli dove si vive peggio, in una classifica che comprende 155 nazioni. “I paesi felici sono quelli che hanno un sano equilibrio tra prosperità, come convenzionalmente misurata, e il capitale sociale, il che significa un alto grado di fiducia nella società, bassa disuguaglianza e fiducia nel governo”, spiega Jeffrey Sachs, direttore del Sdsn e consigliere speciale del segretario generale Onu. Le prime dieci posizioni sono occupate da Norvegia, Danimarca, Islanda, Svizzera, Finlandia, Paesi Bassi, Canada, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. In fondo alla graduatoria Sud Sudan, Liberia, Guinea, Togo, Ruanda, Tanzania, Burundi e Repubblica Centrafricana. Tra i big europei la Germania è al 16esimo posto, seguita dal Regno Unito (19) e dalla Francia (31). Gli Stati Uniti sono al 14esino posto.

Le classifiche si basano su sei fattori: il prodotto interno lordo pro capite, la speranza di vita, la libertà, la ‘generosità’, il sostegno sociale e l’assenza di corruzione nel governo o per affari. La speranza del direttore di Sdsn Sachs è che più governi decidano d’ora in avanti di seguire l’esempio degli Emirati Arabi Uniti, che hanno nominato un ministro della Felicità. “Spero che i governi decidano di misurare, analizzare e discutere” il tema della felicità dei cittadini, “per capire quando si muovono nella direzione sbagliata”