A Napoli per undici studenti del liceo artistico Boccioni-Palizzi la scuola non è mai iniziata. Gli alunni della 4a N hanno infatti scoperto solo cinque giorni prima dall’inizio dell’anno scolastico che la loro classe, come stabilito dalla legge, a causa del numero ridotto di studenti (11) era stata cancellata. “Il numero minimo per formare una classe è di 22 alunni – spiega il dirigente scolastico Giuseppe Lattanzi – l’unica strada era l’accorpamento con un’altra classe ma anche qui il numero minimo deve essere di 12 studenti e non di 11, quindi l’Ufficio scolastico regionale ha bocciato la richiesta di formare la 4a N”. L’unica alternativa per questi ragazzi sarebbe cambiare indirizzo o addirittura istituto, opzione che non vogliono prendere in considerazione. Il preside della scuola ammette di aver commesso l’errore di aver avvisato troppo tardi alunni e genitori e nei prossimi giorni proverà nuovamente a chiedere all’USR di trovare una soluzione. “Mi chiedo dove sia questa buona scuola – dice uno dei genitori durante l’incontro con il Dirigente – si fa la lotta alle classi pollaio e poi una classe con 11 ragazzi che funziona bene, in cui sono stati tutti promossi, sono tutti motivati, viene cancellata”

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ricerca, tornano i “Prin”: dal ministero bando da 92 milioni. Ma in 15 anni perso quasi mezzo miliardo

next
Articolo Successivo

Notte dei ricercatori: bella iniziativa, ma il futuro della ricerca è sempre più buio

next