Il manuale Cencelli dei porti: 13 poltrone al centrosinistra e 2 al centrodestra. La maggioranza si becca quasi tutte le Autorità portuali e l’opposizione si “accontenta” di due scali, ma incassa il più importante: Genova. Vacilla già la riforma che era partita con le migliori premesse (o promesse): le autorità ridotte da 24 a 15 per migliorare il coordinamento tra porti vicini che si facevano la guerra. La selva di poltrone dovrebbe vedere 270 tagli, con i membri dei comitati portuali ridotti da 336 a circa 70. Una riforma essenziale visti i risultati deludenti dei porti italiani: mentre gli scali stranieri sul Mediterraneo registrano crescite a due zeri (Istanbul +190%, Port Said +144% e Pireo +127%) in Italia i dati (fonte Assoporti) sono meno esaltanti: Genova -1,5% di tonnellate movimentate, La Spezia -4,7%, Gioia Tauro -15,8%. Con il segno positivo i porti dell’Adriatico: Venezia cresce del 15,3% e Trieste dello 0,1%. Per non dire della partita decisiva del raddoppio del canale di Suez.

Sembrava incredibile che il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio fosse riuscito a dare un colpo di timone in un settore dove regnano immobilismo ed equilibri di potere decennali, segnato da indagini penali e contabili. E infatti la riforma rischia di arenarsi. Molte Autorità sono guidate da commissari, spesso ammiragli che, come ha scritto Giorgio Carozzi su themeditelegraph.it, incassano la doppia indennità (quasi intera): dalla Marina e dall’Autorità portuale. Partiti e potentati non mollano: un porto vale un ministero. Gli scali italiani pesano il 2,6% del pil (dati 2015). Merci, ma anche 41 milioni di passeggeri e 10,4 milioni di croceristi nel 2015. Presto si capirà se Delrio e la sua riforma resisteranno alle Regioni. La partita politica nel Pd pare guidata da Debora Serracchiani, ancor più che dal ministro. Ecco le 15 Autorità: Genova, La Spezia, Livorno, Civitavecchia, Cagliari, Napoli, Palermo, Augusta, Gioia Tauro, Taranto, Bari, Ancona, Ravenna, Venezia e Trieste. Dovrebbero sparire Savona, Carrara, Piombino, Salerno, Olbia, Messina, Catania, Brindisi e Manfredonia.

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Gasdotto Tap, i cantieri ancora non esistono ma lunedì scade il termine per l’avvio dei lavori

next
Articolo Successivo

Corriere, per fermare Cairo i soci storici archiviano dissapori e offrono 282,7 milioni. Ma i primi soldi li mette Bonomi

next