Una scultura disturbante e discussa di Maurizio Cattelan, l’Hitler inginocchiato in posizione di preghiera, è stata battuta all’asta di Christie’s a New York, alla cifra di 17milioni 189 mila dollari (poco più di 15 milioni di euro). Un record mondiale per l’artista padovano che a breve compirà 56 anni. La statua di cera realizzata nel 2001, intitolata con inimitabile sobrietà “Lui”, era stata stimata dalla casa d’asta ad un prezzo oscillante tra i 10 e i 15 milioni di dollari poi, come spesso capita in questo processo dell’assegnazione “pubblica”, la quotazione sale leggermente di valore.

L’autore, provocatore nato sia nel produrre che nel promuovere le sue ‘creature’, aveva più volte spiegato di “voler distruggere” ‘Lui’. Tra le fine del 2012 e l’inizio del 2013 la statua suscitò particolare clamore internazionale quando venne esposta nel cuore del ghetto di Varsavia, dove durante il nazismo vennero uccisi centinaia di migliaia di ebrei. L’Hitler di cera rimase visibile solo di spalle e dal buco in un cancello di legno per i tanti spettatori che fecero la fila nello sperduto cortile polacco. Gli organizzatori di quella sorta di installazione sostennero che la statua era destinata a far riflettere sulla natura del male: “Non c’è alcuna intenzione da parte dell’artista di insultare la memoria degli ebrei. E’ un lavoro che cerca di parlare del male che si trova ovunque”. La sagoma hitleriana ‘Lui’ è fatta oltre che di cera, con capelli umani e resina.

Alcuni anni fa Cattelan dichiarò che “Hitler è pura paura. Si tratta di un’immagine di dolore terribile. Fa male anche solo pronunciare il suo nome. Eppure quel nome ha conquistato la mia memoria, vive nella mia testa, anche se rimane un tabù. Hitler è ovunque, è lo spettro tormentoso della storia; eppure è innominabile, irriproducibile, avvolto in una coltre di silenzio”. Pochi anni addietro Him era finita all’asta ma non era stata assegnata. “E’ stata una vendita ‘difficile’. Gli artisti non si sono quasi mai avvicinati al soggetto Hitler”, ha spiegato Loïc Gouzer, vice presidente della sezione arte contemporanea del dopoguerra di Christie’s, responsabile di quest’asta di primavera contenente 39 opere e intitolata curiosamente Bound to fail (Destinata a fallire).

Per Gouzer la statua è “estremamente potente e allo stesso tempo sconcertante”. Secondo il resoconto della casa d’asta sono bastati pochi minuti nella sala della Rockfeller Plaza, affinché il controverso pupazzone del feroce dittatore nazista in ginocchio venisse battuto con la cifra più alta mai sborsata per Cattelan che, nel 2010, aveva raggiunto il traguardo dei 7.922.500 dollari da Sotheby’s con la vendita di Untitled, il suo celebre autoritratto dove è l’artista padovano stesso a sbucare fuori, tHitesta e mani, dal pavimento. Cattelan ha inoltre scippato il podio di artista più quotato della serata relegando in seconda posizione la “One Ball Total Equilibrium Tank” di Jeff Koons (15milioni 285mila dollari). Tra i 39 pezzi venduti all’asta è finita anche la Untitled (Donkey), datat 2003, dell’italiana Paola Pivi: per la sua opera, pur partendo da una base d’asta tra i 60 e gli 80 mila dollari, sono serviti ben 227mila dollari per portarsela a casa.

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