E’ morto giovedì nella sua casa in Minnesota, il suo corpo trovato senza vita in un ascensore. Ancora avvolte nel mistero le cause della morte di Prince, 57 anni: lo sceriffo della contea di Carver, Jim Olson, ha escluso che si sia trattato di un suicidio. Per i risultati definitivi dell’autopsia ci vorrà ancora tempo, al momento è stato reso noto che non sono stati ritrovati segni di traumi evidenti sul corpo dell’artista. “Non ci sono ragioni di credere a questo punto che si sia trattato di un suicidio – ha detto Olson, affermando di voler continuare a mantenere, per tutta la durata dell’inchiesta, un atteggiamento che rispetti la privacy e la dignità di un artista che “in vita è stato molto riservato”. “Spero che voi facciate lo stesso”, ha aggiunto lo sceriffo rivolgendosi ai giornalisti.

Sempre secondo Olson, Prince è stato visto vivo da i suoi collaboratori per l’ultima volta mercoledì sera intorno alle otto. La telefonata al 911 per segnalare il ritrovamento del corpo è stata fatta la mattina del giovedì, alle 9:43. La squadra di emergenza, arrivata con la polizia, ha constatato il decesso dell’artista alle 10:07 senza far ricorso all’iniezione di Naxalone, il cosiddetto “save shot” che viene usato come antidoto in caso di overdose di oppiacei. Secondo quanto ha riportato ieri il sito Tmz, una settimana fa Prince era stato ricoverato d’urgenza in un ospedale di Moline, in Illinois, dove il suo jet privato aveva fatto un atterraggio di emergenza: lì, gli era stata fatta un’iniezione di Naloxone per un’overdose. La scomparsa di Prince ha sconvolto migliaia di fan di tutto il mondo: col folletto di Minneapolis ci lascia uno dei più grandi artisti di sempre, influente come pochi altri e capace di segnare quattro decadi di pop culture.

 

 

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