Il suo corpo è stato ritrovato ieri, giovedì 21 aprile, dentro un ascensore della sua residenza a Minneapolis. Ma la morte di Prince, 57 anni, è ancora avvolta nel mistero. E la polizia ha aperto un’indagine. Quello che però emerge, secondo quanto pubblicato dal sito Tmz che ieri ha dato la notizia del decesso, è una smentita rispetto alla versione data inizialmente dal suo staff riguardo il ricovero d’emergenza del 15 aprile, quando il suo jet privato è atterrato al Quad-City International Airport di Moline, Illinois, a 48 minuti di volo dalla destinazione finale. Cioè casa sua. Un ricovero che, a differenza di quanto dichiarato ufficialmente, era dovuto a un’overdose di oppiacei e non a un’influenza. In più, nell’ultima settimana, sempre secondo quanto riporta Tmz, Prince era andato da Walgreens – catena farmaceutica statunitense – ben “quattro volte” ed era apparso “molto più fragile e nervoso” del solito. Il sito pubblica una foto del cantante all’uscita del negozio mercoledì sera alle 19.

L’autopsia è iniziata intorno alle 18 (ora italiana), ma l’ufficio del Midwest Medical Examiner ha reso noto che ci vorranno diversi giorni per riunire i risultati degli esami e che potrebbero volerci settimane prima di aver tutti i risultati dei test tossicologici necessari per individuare ogni traccia di droghe e sostanze tossiche nel corpo della popstar. Nel suo comunicato stampa, l’ufficio ha sottolineato che non verrà rilasciata nessuna informazione prima dei risultati finali.

Il ricovero – Quando Prince è arrivato a Moline, i dottori dell’ospedale gli avevano fatto un “save shot”, l’iniezione di emergenza a base di naloxone, solitamente usata in caso di overdose da oppiacei. Allora gli addetti stampa dell’artista avevano detto che il ricovero si era reso necessario per una brutta influenza, ma secondo fonti di Tmz, il cantante si trovava nella clinica perché aveva abusato di Percocet, un potente antidolorifico che contiene acetaminofeneoxycodone, un oppioide. Il medicinale crea dipendenza e viene utilizzato anche a chi soffre di depressione. I medici avevano raccomandato un ricovero di almeno 24 ore, ma l’artista ha lasciato l’ospedale tre ore dopo anche se, raccontano ancora le fonti citate, “non stava affatto bene”. Ora le autorità del Minnesota stanno cercando di ottenere la cartella medica dell’ospedale di Moline nella convinzione che questa possa aiutare a determinare le cause della morte.

Dopo il ricovero in Illinois, Prince aveva rassicurato i suoi fan sulle sue condizioni di salute affermando che aveva solo bisogno di qualche giorno di riposo a Paisley Park. Ma cinque giorni fa aveva fatto un’apparizione durante una festa nella sua proprietà, dicendo ai suoi fan una frase che ora suona profetica: “Aspettate solo qualche giorno prima di dire le vostre preghiere”.

Preghiere e ricordi di Prince stanno arrivando non solo da milioni di fan, dal mondo della musica e anche della politica. Lo stesso presidente Barack Obama, che era in viaggio sull’Air Force One tra l’Arabia Saudita e la Gran Bretagna ha ricordato il cantante come “un’icona creativa”. Tra tutti gli omaggi, quello più particolare forse però è stato quello della Nasa che ha twittato una foto di una “nuvola viola, in onore di Prince“, ricordando il suo grande successo, “Purple Rain”.


Intanto, l’ufficio dello sceriffo della contea di Carver ha diffuso la registrazione della telefonata al 911, il numero delle emergenze negli Usa, in cui un uomo, non identificato, spiegava che c’era una persona morta a casa di Prince, senza però confermarne l’identità. Arrivata nel compound, la polizia ha trovato il corpo del cantante in uno degli ascensori. La polizia, al momento, è a dir poco prudente quando si adombra l’ipotesi di un qualsiasi tipo di crimine alla base del decesso: “Possibili reati? Né sospettati né non sospettati” ha detto il vice sceriffo della contea di Carver, Jason Kamerud, che ha aggiunto come sia necessario esaminare prima la scena del ritrovamento e i risultati dei test tossicologici, che saranno pronti tra alcune settimane.

I suoi problemi di salute – Secondo quanto pubblicato dai siti americani, il cantante aveva molti problemi di salute. Epilettico dall’infanzia – come aveva rivelato lui stesso a People Magazine -, era stato operato all’anca e spesso camminava col bastone, e aveva attraversato periodi di depressione. Inoltre, essendo testimone di Geova, rifiutava le trasfusioni di sangue. Il peggioramento dell’influenza di cui si parlava nei giorni scorsi era probabilmente dovuto all’accentuarsi di una polmonite.