La musica, come la vita, si fa solo insieme. Questo il messaggio finale di Ezio Bosso, dopo la performance e il passaggio che più di ogni altro ha tenuto gli spettatori col cuore in gola per tutto il tempo. Gli occhi lucidi, l’attenzione costante, l’emozione a fior di pelle. La sua storia, nota nel mondo, da ieri è diventata conosciuta anche da noi. E meno male.

Chi è Ezio Bosso. Uno dei più importanti e rinomati compositori e direttore d’orchestra contemporanei. Ha scritto tanto, colonne sonore, collaborate col mondo del rock, musica classica e, l’anno scorso, è uscito il suo primo album, The 12th Room. A vederlo, più che un musicista classico, sembra un rocker, i capelli spettinati, i vestiti neri, il suo modo di stare lì sulla sua carrozzina.

Sì, perché ci fermassimo solo sul suo talento, e basta, probabilmente, finiremmo per essere solo retorici. Il motivo per cui ieri l’Italia che era davanti alla tv, dodici milioni di persone, si è commossa è perché la vita è stata generosa con lui, in fatto di talento, permettendogli, per dire, di finire a suonare lì, sul palco dell’Ariston, suo sogno di bambino. Ma il suo sogno è diventato commovente anche per quanto la vita è stata dura con lui, crudele.

Ezio Bosso ha infatti una malattia autoimmune degenerativa, cui si è aggiunto un tumore al cervello. Un vero accanimento, si direbbe, cosa da non augurare a nessuno. Ma Ezio è un artista dotato di grande umanità e è riuscito a fare della sua malattia un punto da cui partire per regalare la sua arte a tutti. Per farne un trampolino per spiccare il volo sulle ali della musica, lui e noi con lui. Sul filo della retorica spinta, Conti ci ha presentato un talento vero, e di questo dobbiamo esserne grati. Il prossimo passo andare a sentire Bosso dal vivo, per continuare a volare con lui.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

VASCO DA ROCKER A ROCKSTAR

di Michele Monina e Vasco Rossi 16€ Acquista
Articolo Precedente

Sanremo 2016, le pagelle di Silvia Truzzi (seconda serata): Garko come la peggior Canalis

next
Articolo Successivo

Festival di Sanremo 2016, scaletta della terza serata: cantanti, cover e ospiti (Pooh e Hozier)

next