Auto incendiate, negozi devastati da decine di black bloc nascosti da cappucci e caschi, armati di bastoni. I risultati del corteo MayDayParade nel giorno di apertura di Expo lo scorso 1 maggio a Milano sono stati danni incalcolabili, 11 feriti tra le forze dell’ordine e 10 persone fermate. A quasi due settimane dalla fine dell’Esposizione universale la polizia di stato ha eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip su richiesta del sostituto procuratore Piero Basilone coordinato dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, nei confronti di cittadini italiani e greci tutti accusati di devastazione e saccheggio, resistenza a pubblico ufficiale aggravata e travisamento. Due di loro al momento sono latitanti.

I manifestanti, infatti, erano tutti vestiti di nero e avevano per la maggior parte il volto coperto da sciarpe e maschere antigas. Ma a tradire il gruppo di anarchici, oltre alle immagini girate da polizia, giornalisti e semplici cittadini, è stata una spesa fatta all’Esselunga. 14 persone, il 2 maggio erano entrati in un supermercato in modo minaccioso ed erano state identificate dalle Volanti, chiamate dai commessi spaventati. I quattro italiani già arrestati sono tutti milanesi  tra i 25 e i 30 anni: sono Edoardo Algordi, Andrea Casieri, Alessio Dell’Acqua e Nicolò Ripani. I greci, tutti provenienti da Atene sono leggermente più giovani, tra i 19 e i 24 anni: sono Odysseas Chatzineofyton, Konstantinos Gkoumas, Alexandros Kouros e Nikolas Ktenas.

Altre persone sono indagate a piede libero per gli stessi reati. I destinatari sono 5 giovani milanesi appartenenti all’area anarco-squatter-antagonista, già noti agli agenti della Digos milanese e 5 anarchici greci. A questi si aggiungono 5 indagati a piede libero: tre milanesi, un comasco e un greco. Le ordinanze, emesse dal gip Donatella Banci Bonamici sono il frutto di una lunga e complessa indagine condotta dalla Digos di Milano, coordinata dal Servizio investigazioni generali della Direzione centrale della Polizia di prevenzione. Gli investigatori hanno visionato, analizzato e comparato oltre 600 Gb di materiale fotografico e video inerente il giorno della manifestazione.

“Sono stati estrapolati – spiega la questura di Milano – centinaia di fotogrammi evidenziando ogni più piccolo dettaglio utile ad individuare e identificare gli autori dei reati di devastazione, saccheggio, resistenza aggravata e travisamento. Sono stati quindi isolati i comportamenti dei singoli soggetti riuscendo ad attribuire ad ognuno le specifiche azioni compiute e penalmente rilevanti”.

Il prossimo obiettivo della Digos è capire chi abbia progettato a tavolino le devastazioni: “Si indaga anche sul fronte organizzativo – afferma il dirigente Claudio Ciccimarra – Stiamo raccogliendo elementi per capire se c’è stata una regia internazionale“. E come spiega Romanelli, quelli di oggi sono solo i primi arresti: “C’è stata una prima risposta giudiziaria contro i devastatori del Primo maggio. Era importante per tutti che ci fosse una celere e seria risposta giudiziaria. Quella di questa mattina, è la prima e non sarà l’ultima: abbiamo cercato di darla in tempi rapidi, al termine dei sei mesi di esposizione universale, e ci sarà un proseguo”.

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