Auto incendiate, vetrine in frantumi, strade devastate, fiamme a negozi, banche, cassonetti, fioriere. La festa dell’Expo resta sfregiata e così Milano. A rovinare il giorno dell’inaugurazione sono 500 black bloc, non solo stranieri: si sono mescolati al cortei dei manifestanti No Expo, pacifico fino a corso Magenta, dopo che il corteo era partito da un’oretta. Hanno agito nascosti da cappucci e caschi, armati di bastoni. Dopo la loro azione devastatrice e senza controllo, che le forze dell’ordine hanno cercato di contrastare usando idranti e sparando circa 400 lacrimogeni, si sono spogliati dei loro abiti neri, li hanno lasciati sull’asfalto e si sono dispersi tra la folla per non essere riconoscibili.

 Video di Fabio Abati

In serata un primo bilancio parla di 11 feriti tra le forze dell’ordine e una decina di manifestanti fermati: di 6 – tutti italiani – si sta valutando la posizione. I danni sono incalcolabili. I black bloc, ha spiegato il questore di Milano Luigi Savina, “volevano che lasciassimo sguarniti i presidi verso il centro” e il loro scopo “era di distrarre le forze dell’ ordine per consentire una deviazione del corteo verso le vie del centro al fine di favorire lo scontro con le stesse”. 

 Video di Mario Catania

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è detto vicino ai milanesi e alle forze dell’ordine e ha definito “esecrabile” quanto accaduto per le strade della città dell’Expo, auspicando che i teppisti vengano puniti. Ancora più netta la posizione del governo. In una nota Palazzo Chigi ha definito “vigliacchi” i protagonisti degli incidenti che tuttavia non “insulteranno l’Expo”. “Un grande grazie alle forze dell’ordine e a tutto il sistema della sicurezza milanese” è stato il messaggio del ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Hanno evitato il peggio con intelligenza e fermezza. La tattica di ordine pubblico adottata a Milano ha infatti evitato il peggio. La giornata inaugurale di Expo non è stata macchiata dal sangue né dei manifestanti né delle forze dell’ordine”. Secondo il ministro sono stati fermati “molti delinquenti preventivamente e altri ancora oggi pomeriggio: adesso massima durezza contro questi farabutti col cappuccio. Nessuno si sogni di liberarli subito“. Tutti i partiti, ad ogni modo, hanno espresso il proprio sostegno alle forze dell’ordine: dal Pd a Forza Italia fino a Sel e al Movimento Cinque Stelle con un tweet di Beppe Grillo. Tuttavia in molti criticano il ministro Alfano: a chiederne le dimissioni sono in particolare Lega Nord e M5s (che ha già annunciato l’ennesima mozione di sfiducia).

CRONACA ORA PER ORA

22.25 – Cinque antagonisti arrestati. Altre 10 posizioni da vagliare
Sono almeno 5 gli arresti in flagranza eseguiti dalla forze dell’ordine nel corso degli incidenti accaduti nel pomeriggio durante la manifestazione No Expo. Sono parecchie altre (almeno un’altra decina) le posizioni al vaglio degli inquirenti mentre le indagini proseguono per identificare altri partecipanti ai disordini. Alcune delle persone arrestate sono indagate anche per lesioni, getto pericoloso di cose e oltraggio. Si tratta di due donne di 33 e 42 anni e tre uomini di 32, 33 e 27 anni.

21.46 – Pisapia: “Ci costituiremo parte civile”
Il Comune di Milano si costituirà “parte civile visto che sono state fermate, e spero arrestate, delle persone”. Così il sindaco Pisapia ha parlato degli incidenti di oggi a Milano rientrando alla Scala dopo la riunione con alcuni assessori a Palazzo Marino.

21.35 – Pisapia: “Falso allarme manifestanti vicini alla Scala”

21.28 – Scala blindata, rafforzati cordoni di sicurezza
La zona intorno alla Scala è completamente blindata. Polizia e carabinieri hanno rafforzato i cordoni di sicurezza. Tutte le vie di accesso sono bloccate dai blindati delle forze dell’ordine. E’ arrivato anche un mezzo dei vigili del fuoco.

21.21 – Tre bloccati dalla polizia locale
Tre giovani, due italiani e un francese, sono stati sorpresi dagli agenti della polizia locale di Milano mentre caricavano a bardo di un’auto degli zainetti con all’interno tute nere, passamontagna e caschi, nei pressi di Corso Magenta, dopo gli scontri di questo pomeriggio. I giovani sono stati portati negli uffici della polizia locale per l’identificazione ed è stata informata la Polizia.

21.02 – Convocato il comitato per l’ordine pubblico
E’ stato convocato per domani mattina, dal prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca, un comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza in cui sarà fatto il punto sulla situazione sui disordini che si sono verificati oggi durante la manifestazione indetta per protestare contro Expo.

19.46 – 10 manifestanti in questura, 6 italiani
Sono dieci i manifestanti accompagnati in questura dopo i violenti tafferugli avvenuti a Milano. Tra questi si sta valutando la posizione di sei persone, tutte italiane. Durante la manifestazione sono state date alle fiamme diverse automobili, spaccate le vetrine di banche e negozi e imbrattati i muri delle vie del centro. Durante i disordini avvenuti a Milano durante il corteo No Expo sono stati lanciati ben 400 lacrimogeni. Il dato è stato fornito sempre dalla Questura. I lacrimogeni sono stati sparati in tutte le occasioni di tafferugli per cercare di limitare le cariche e i corpo a corpo. Il grande quantitativo di gas irritanti e dei fumi delle auto bruciate nell’aria, hanno convinto molti manifestanti a non proseguire il corteo lungo il normale percorso.

19.34 – Palazzo Chigi: “Violenti e vigliacchi incappucciati”
“Il volto autentico di Milano è quello, positivo nobile e bello, dell’apertura dell’Expo al mondo e al futuro. Il messaggio di lavoro, orgoglio e valori che viene da Expo non può essere e non sarà insultato dai violenti e da questi vigliacchi incappucciati”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sugli scontri di Milano. “Il volto autentico di Milano non è quello dei vandali che hanno impegnato le forze dell’ordine, cui va il ringraziamento del governo. Il volto autentico sono i bambini che cantano l’inno e i milanesi che stanno già rimettendo ordine in città”.

19.15 – Mattarella: “Punire i teppisti”
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso la sua “ferma condanna della violenza teppistica” avvenuta nel corso della manifestazione di protesta a Milano. Violenza “tanto più esecrabile – ha detto il capo dello Stato – in quanto rivolta contro un evento che ha come obiettivo la nutrizione del pianeta, la lotta alla fame e alla denutrizione e un ordine mondiale fondato su una maggiore equità tra Paesi ricchi e Paesi in via di sviluppo”. Mattarella ha espresso solidarietà ai milanesi e alle forze dell’ordine.

19.02 – Questura: 11 feriti tra le forze dell’ordine
La Questura di Milano ha comunicato che sono 11 gli uomini delle forze dell’ordine feriti nel corso dei tafferugli scoppiati durante il corteo del 1 maggio a Milano. Sette carabinieri hanno riportato ferite mentre 4 agenti sono rimasti contusi. Al momento, hanno precisato, non si registrano feriti tra i manifestanti.

18.26 – Questore di Milano: “Volevano che lasciassimo sguarniti i presidi verso il centro”
“Gli scontri che sono stati provocati intorno alla zona di Cadorna erano dei tentativi di sviarci. I manifestanti violenti volevano che li inseguissimo lasciando sguarniti i presidi che impedivano loro di dirigersi verso il centro”. Lo ha detto all’Ansa il questore di Milano Luigi Savina. “All’altezza di corso Magenta-largo d’Ancona – ha spiegato il questore – un gruppo consistente di manifestanti anarchici travisati ha lanciato in direzione anche delle forze dell’ordine molotov e incendiato numerose auto. Lo scopo dei manifestanti violenti era di distrarre le forze dell’ ordine per consentire una deviazione del corteo verso le vie del centro al fine di favorire lo scontro con le stesse. Il gruppo di manifestanti violenti é stato isolato grazie ai contingenti di forza pubblica dal resto del corteo nei pressi di via Caradosso. Ci sono alcuni fermati – ha concluso – che comunicheremo a breve”.

18.11 – Annunciata la fine del corteo
La Mayday Parade si è conclusa in piazza Amendola. Dal furgone alla testa del corteo gli organizzatori invitano a prendere la metropolitana annunciando la conclusione della manifestazione. I partecipanti vengono invitati a svuotare la piazza. L’Internazionale Trash Ribelle che ha organizzato il corteo ringrazia i partecipanti e li invita a defluire in sicurezza. Gli ultimi manifestanti ‘duri’ rimasti in gruppo dopo gli scontri nel centro cittadino sono ora radunati alla fermata della metropolitana di Amendola Fiera. Il gruppo che occupa la strada e i giardini viene tenuto d’occhio dalle forze dell’ordine che però non chiudono loro la strada, forse attendendo uno scioglimento del raggruppamento. In mezzo ai No Expo rimasti qualcuno beve una birra, altri si cambiano per non essere riconosciuti, altri ancora invitano gli amici a prendere la metropolitana tutti insieme per andarsene.

18.06 – Alcuni fermati portati in Questura
Secondo quanto riferito dalla questura, nel corso degli scontri avvenuti durante il corteo No Expo, dei manifestanti che stavano lanciando molotov contro le forze dell’ordine o incendiando auto e danneggiando cose lungo la strada sono stati fermati. Al momento non è noto il numero delle persone portate in questura. 

18.02 – Circa 200 Black bloc proseguono verso FieraMilanoCity e San Siro
Il corteo No Expo, che si sarebbe dovuto fermare all’altezza della metro Pagano, pur avendo perso testa e coda e risultando frangiato sta proseguendo lungo viale Monte Rosa in direzione piazzale Lotto, zona FieraMilanoCity e San Siro. “Basta lacrimogeni” dice uno dei poliziotti agli altri agenti che in quella zona stanno mantenendo l’ordine e seguono da lontano, ma vigili, la manifestazione.

18.01 – Tre fermate della metropolitana rossa sono chiuse
Sono tre al momento le fermate della metropolitana milanese chiuse a causa degli incidenti in seguito alla manifestazione dei No Expo. Il presidente dell’Atm, l’Azienda Trasporti, Bruno Rota, ha sottolineato che sono chiuse le fermate di Wagner, Pagano e Conciliazione. Ci sarebbe anche l’ipotesi di una chiusura della fermata di Cadorna. Sono diverse anche le linee di superficie, di bus e tram, che sono state fermate o deviate, in alcuni casi anche disalimentate

17.46 – Milanesi scendono in strada per ripulire i danni
Hanno già iniziato a ripulire e sistemare da soli, diversi titolari e dipendenti di bar e negozi danneggiati dall’azione dei black bloc. In zona Cadorna, in particolare, sui marciapiedi – con guanti e scope – stanno raccogliendo vetri e spazzatura, riposizionando i cestini dei rifiuti.

17.45 – Nessun ferito
Nessun tipo di bilancio, al momento in Questura a Milano dopo che il corteo degli antagonisti no-Expo ha lasciato dietro le spalle piccoli incendi, vetrine spaccate e danni sostenuti per le vie della città. E’ presto: la protesta non è ancora finita. Ma, alle 17.30, l’unico dato che comunicano dalla Questura è che fino a ora non c’è stato alcun ferito, nè tra le fila delle forze dell’ordine nè tra i manifestanti.

17.43 – Maroni: “Imbecilli e violenti, devono finire in galera”
“Pieno sostegno alle forse dell’ordine che stanno fronteggiando a Milano la guerriglia urbana scatenata da imbecilli violenti che devono finire in galera”: così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni commenta su twitter quanto accaduto al corteo May Day-No Expo di Milano.

17.40 – Pisapia: “Stanno devastando la città”
“Isolare, individuare, punire senza se e senza ma i delinquenti che stanno devastando Milano”: lo ha dichiarato il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.

17.39 – Black bloc lanciano molotov vicino a Pagano. Poi si cambiano d’abito e si disperdono
In via D’Arezzo, mentre le forze dell’ordine avanzano tra le macchine bruciate, quasi in piazza Pagano, tanti caschi, giacche e pantaloni neri testimoniano il fatto che molti dei black bloc si sono cambiati d’abito. Arrivati in Pagano i black bloc tolgono le tute e si disperdono. Inseguimenti della polizia: due fermati.

17.28 – Lanciate due molotov in Piazza Conciliazione
In piazza Conciliazione contro le forze dell’ordine sono state scagliate anche due molotov e sono state date alle fiamme altre auto. I tafferugli stanno interessando anche via Solari. Il corteo è stato frazionato e una parte è stata indirizzata verso viale Coni Zugna per cercare di fare fronte “alle criticità”, come è stato spiegato dalle forze dell’ordine.

17.28 – A Cadorna la polizia blinda gli accessi
Vetrine di negozi e di banche sfondate, auto bruciate anche nella zona della stazione Cadorna dove è passato un gruppo di black block: la piazza è ancora blindata, tutte le strade di accesso al centro sono bloccate da cordoni e mezzi della polizia.

17.25 – Sassi contro la polizia: è guerriglia urbana
Ancora sassi e pietre contro la polizia a Milano nel corso del corteo No Expo. La polizia sta seguendo gli antagonisti che, dopo aver manifestato compatti, si stanno dividendo in piccoli gruppi. A lavoro anche vigili del fuoco per spegnere auto date alle fiamme.

17.17 – Fedez: “Ieri protesta legittima, oggi scempio”
“Quello che sta succedendo a Milano trascende qualsiasi giustificazione. Ieri era protesta legittima oggi è scempio. MAI esaltato la violenza!” ha twittato Fedez commentando le devastazioni dei black bloc al corteo di Milano.

17.13 – Vicino a piazza Cadorna molte auto in fiamme
In via Caradosso, non distante da piazza Cadorna, dopo un tafferuglio con le forze dell’ordine molte auto sono in fiamme o danneggiate. Il fumo nero avvolge tutto nella strada, a due passi dalla Basilica di Santa Maria delle Grazie. L’aria è irrespirabile per via del fumo.

17.10 – Altre auto bruciate
3 via Ariosto, 2 in via Virgilio. I black bloc procedono verso Pagano. Proseguito dietro camion con bandiera no tav caschi in via de amicis

17.08 – Black bloc lanciano molotov e bombe carta
I black bloc stanno lanciando molotov e bombe carta contro la polizia che sta avanzando in piazza Virgilio, a Milano, e le forze dell’ordine stanno rispondendo con decine di lacrimogeni che stanno facendo disperdere i manifestanti lungo le vie laterali

17.02 – Polizia avanza e arresta manifestante
Con un’azione a sorpresa due agenti in borghese hanno bloccato un manifestante vestito di nero e dal volto coperto e lo hanno trascinato a forza tra i poliziotti in tenuta antisommossa. Uomini della Questura stanno parlamentando con alcuni esponenti della contestazione dato che è evidente che tra i vari gruppi di manifestanti non c’è accordo.

16.57 – Barricate in fiamme
Largo D’Ancona, il crocevia tra corso Magenta e via Carducci, nel centro di Milano, è praticamente isolato: auto sono in fiamme e due colonne di fumo nero salgono fin sopra i palazzi. Un barricata è in fiamme al centro di Corso Magenta. Parte del black bloc è stata dispersa, altri restano sul posto e lanciano oggetti contro le forze dell’ordine.

16.43 – Due macchine incendiate lungo il corteo No Expo

16.41 – Scontri tra No Expo e polizia in Corso Magenta
Tensioni e scontri all’angolo tra corso Magenta e via Carducci a Milano. Un gruppo di antagonisti con il volto coperto hanno lanciato numerose bombe carta, fumogeni e bottiglie incendiarie verso la polizia schierata in corso Magenta. Gli antagonisti si sono lanciati verso le forze dell’ordine, che hanno risposto con un lancio di lacrimogeni e hanno respinto così l’avanzata degli antagonisti, che ora stanno proseguendo in direzione della stazione di KCadorna. Lungo il percorso gli antagonisti e stanno anche spaccando anche diverse vetrine e parabrezza delle auto, e stanno imbrattando i muri con scritte No Expo.

16.41 – Black bloc lanciano petardi in Corso Magenta
Tafferugli in corso Magenta durante il corteo: un centinaio di black bloc ha lanciato pietre e bottiglie in corso Magenta contro gli agenti disposti in un cordone. Le forze dell’ordine hanno risposto con un lancio di lacrimogeni disperdendo il blocco che intanto sta spaccando vetrine con mazze simili a quelle sequestrate nei giorni scorsi.

16.36 –  Sassaiola contro la polizia che risponde coi lacrimogeni

16.36 – Passa blocco proletario
In piazza Resistenza Partigiana, dove mezz’ora fa c’è stata tensione con i gruppi di black bloc che hanno dato vita a disordini con la polizia, sta passando ora la coda del corteo, rappresentata dal cosiddetto blocco ‘proletario’, il più numeroso. Si tratta dei gruppi più politici, sotto le bandiere comuniste, marxiste o dei sindacati di base. “Siamo noi qui i veri lavoratori che non vogliamo gli Expo – dice un rappresentante sindacale – non quelli vestiti di nero”. Mentre la coda sfila in via De Amicis, la testa del corteo ha già superato Cadorna, per una manifestazione che appare decisamente molto partecipata.