Presto leggeremo la relazione della commissione prefettizia che voleva sciogliere per mafia il Comune di Roma, con i nomi dei 101 amministratori e dirigenti pubblici che hanno avuto rapporti con la presunta associazione mafiosa di Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. La leggeremo quando il procuratore Giuseppe Pignatone e i suoi sostituti la metteranno a disposizione delle parti nel processo Mafia Capitale che si apre, per i 46 imputati del troncone principale, giovedì 5 a Roma. Prima però è necessario che l’atto, classificato come segreto in base alla legge sullo scioglimento dei Comuni per mafia, sia desecretato dal prefetto di Roma Franco Gabrielli. Il procuratore ha chiesto la relazione al prefetto che a breve, a quanto si apprende, gliela trasmetterà. In realtà i pm ce l’hanno già ma solo in copia informale, dunque inutilizzabile.

La relazione della commissione d’accesso guidata dal prefetto Marilisa Magno, nominata dal predecessore di Gabrielli Giuseppe Pecoraro, si distende per circa 850 pagine ma, a quanto dice chi l’ha letta, non contiene rivelazioni sconvolgenti né nomi del tutto nuovi. I tre commissari sono infatti partiti dalle indagini condotte dal Ros dei carabinieri per conto della Procura. E hanno analizzato l’attività amministrativa svolta incrociandola con le risultanze di intercettazioni e appostamenti: solo così si può sapere quali atti e quali delibere corrispondano ai contatti tra gli amministratori e gli esponenti di Mafia Capitale. Ad ogni modo le conclusioni del prefetto Magno erano nette per lo scioglimento del consiglio comunale di Roma per mafia. È noto che invece Gabrielli, il ministro dell’Interno Angelino Alfano e il presidente del Consiglio Matteo Renzi sono stati di diverso avviso e alla fine è stato sciolto solo il Municipio X, quello di Ostia. A quanto pare, però, la commissione Magno si sarebbe limitata a settori e municipi al centro dell’inchiesta penale.

Naturalmente la relazione, con i dettagli dell’attività amministrativa che si sospetta nell’interesse di Carminati, Buzzi & Co., sarà molto utile per i pm. Un conto è dire che il dirigente x ha rapporti con l’indagato y, un conto è spiegare cosa avrebbe fatto per lui. Di qui l’interesse del procuratore. Non risulta invece che il Comune abbia mai fatto richiesta dell’atto in Prefettura, anche perché non poteva ottenerlo.

Ora Gabrielli dovrebbe trasmetterlo andando anche al di là di quanto suggerito dal Viminale, che avrebbe preferito concedere ai magistrati di averlo solo “in visione”, senza estrarne copia. Non sarà desecretato, invece, l’elenco secco dei 101 dirigenti che è contenuto in un allegato: le posizioni sono molto diverse tra loro, si va da chi potrebbe aver commesso reati a chi ha avuto rapporti sporadici con la galassia di Carminati e Buzzi e potrebbe chiedere i danni per essere stato inserito in una lista di “cattivi”.

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