Spari contro la villa bunker confiscata al clan della camorra dei Graziano e destinata ad ospitare un maglificio che sarà gestito da Libera. L’attacco è avvenuto ieri notte a Quindici, in provincia di Avellino, dove sono in corso rilievi da parte dei carabinieri e polizia.

Secondo le prime informazioni, gli spari non hanno provocato feriti e l’attacco è stato effettuato con un fucile, colpendo solo il cancello esterno. Si tratta di una probabile intimidazione che precede l’arrivo di don Luigi Ciotti, presidente nazionale dell’associazione impegnata nella lotta contro la mafia e nel riutilizzo dei beni confiscati ai clan. Il sacerdote domani pomeriggio, insieme al prefetto di Avellino, Carlo Sessa, inaugurerà la villa colpita dall’attacco “Maglificio100Quindici Passi“, destinato a produrre maglieria artigianale.

L’edificio è il primo bene confiscato alle mafie nell’Avellinese. In vista dell’apertura del laboratorio, per tutta la giornata di ieri gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Avellino, insieme agli agenti del Commissariato di Lauro (Avellino) e al Nucleo prevenzione crimine della Campania, hanno svolto controlli sul territorio del Vallo di Lauro, con posti di blocco e controlli di sorvegliati speciali, pregiudicati e presunti affiliati ai clan Cava e Graziano, che da decenni, nel contesto di una sanguinosa faida, si contendono il controllo delle attività criminali sul territorio.

Non è la prima volta che si verificano episodi del genere. Già a settembre, altri colpi di arma da fuoco sono stati indirizzati contro l’abitazione del sindaco di Quindici, Eduardo Rubinaccio, e alcuni giorni fa il suo ufficio nella sede comunale è stato preso di mira da ignoti che hanno riversato urina sul pavimento.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Mafia nigeriana: il patto con Cosa nostra, agguati con l’ascia e sangue bevuto. A Palermo prima inchiesta sulla ‘Cosa nera’

next
Articolo Successivo

‘Ndrangheta al Nord, la Cassazione conferma la condanna all’ex giudice Giglio

next