Coerente come una delle caratteristiche che lo caratterizza oggi Erri De Luca, in aula si è espresso con chiarezza: “Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta velocità va intralciata, impedita e sabotata per legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua”.

Ha dato voce, ancora una volta, alle parole che lo hanno portato, a seguito di una denuncia, in un’aula di tribunale, espresse nel 2013 all’Huffinghton post; eppure oggi, a Torino, gli otto mesi che lo scrittore sarebbe potuto finire in carcere, si sono trasformati, con buona pace del potere, in un momento importante per la giustizia.

Erri De Luca è stato assolto “perché i fatti non sussistono”.

Una sentenza che risulta fondamentale, non solo perché Erri de Luca si è fatto portavoce dei più deboli, come della libertà di espressione, ma soprattutto perché consegna all’articolo 21 della Costituzione tutta la sua essenza. Il suo potere. Il potere e il valore della Costituzione Italiana. E’ possibile sperare nella giustizia, è possibile crederci ancora.

Una sentenza dunque che ha valore per l’intero paese, che non può essere scordata, né messa da parte da nessun cittadino.

“Non parlerei di vittoria, è stata  impedita un’ingiustizia – avrebbe dichiarato Erri De Luca. – È stata ripristinata la legalità dell’articolo 21 della Costituzione – ha sottolineato – che resta prevalente sull’articolo 414 del codice penale fascista. Ora mi sento tornato un cittadino qualunque” ha poi aggiunto.

A Erri lo abbiamo seguito anche durante il processo, lo abbiamo sostenuto, abbiamo fatto in modo che l’hashtag #iostoconerri, come segno di solidarietà, raggiungesse un numero quanti più alto di cittadini. Ce l’abbiamo fatta.

La battaglia di Erri, allora, è stata di tutti quelli che lo hanno sostenuto in questi mesi e che oggi, con questa sentenza, sanno persino chelL’Italia, paese figlio di pessime figure, di retroscena raccapriccianti, figlio di un potere che pare lottare contro la democrazia, ha una Costituzione per cui si può lottare e che sa vincere ancora.

Mesi fa ho riletto In nome della madre. Ricordo questo passo: “Miriam, sai cosa è la grazia?”. “Non è un’andatura attraente, non è il portamento elevato di certe nostre donne bene in mostra. E’ la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli senza sforzo, sfidarlo a duello tutto intero senza neanche spettinarsi”

L’ho riletto, in questi mesi, pensando al modo in cui Erri stava affrontando il processo, dimostrando “che non si stava spettinando”, mostrando la sua forza sovraumana, la grazia, come ci ha raccontato in quel libro. Ma lui non era da solo.

E aggiungerei, per chiudere, che nella lista dei fallimenti legati alla Tav, delle ditte, di questo progetto che non ha il consenso dei cittadini della Val Di Susa e di moti altri, Erri De Luca in persona, ad oggi, è l’unico a non aver fallito, a esserne uscito a testa alta.

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