Paul Walker, la star di Fast and Furious, moriva il 13 novembre 2013 arso vivo a bordo della sua Porsche Carrera Gt: ora, a distanza di due anni, la figlia 16enne ha deciso di citare in giudizio la casa automobilistica tedesca sostenendo che il modello a bordo del quale viaggiava suo padre fosse privo “di sistemi di sicurezza montati su auto da corsa (della Porsche) o anche su modelli stradali anche meno costosi”.

A finire sotto accusa, la cintura di sicurezza che avrebbe fratturato costole e bacino di Walker intrappolandolo nell’abitacolo e impedendogli così di salvarsi prima del sopraggiungere delle fiamme. Non solo, secondo gli avvocati della figlia Meadow, l’auto dell’attore sarebbe stata un’auto da corsa omologata per la guida su strada ma senza il sistema di controllo per la stabilità. “Senza questi difetti nella Porsche Carrera Gt Paul Walker sarebbe ancora vivo oggi”, riporta il ricorso presentato dagli avvocati.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Il Volo: “I tre tenorini devastano una camera d’albergo. Feci sul muro e materassi gettati alla rinfusa”

prev
Articolo Successivo

Il Volo smentisce gli atti di vandalismo in hotel. E il manager dice: “Ragazzi educati, abituati a viaggiare in B&B senza televisione”

next