Il prestito ponte alla Grecia, il rischio Brexit e le garanzie concesse sugli investimenti del piano Juncker mettono a repentaglio la solidità del debito della Ue. A dirlo è l’agenzia di rating Standard&Poor’s, che ha abbassato le prospettive future (outlook) sull’Unione europea da “stabili” a “negative”. Significa che il punteggio di Bruxelles, che oggi è AA+ come quello degli Usa, potrebbe essere tagliato.

S&P mette in evidenza i rischi connessi con la crisi della Grecia, in particolare il prestito ponte da 7,2 miliardi di euro versato ad Atene dal fondo di stabilità finanziaria Efsm. A preoccupare è, in particolare, “l’utilizzo ripetuto del bilancio Ue per fornire finanziamenti ad alto rischio a Stati membri senza che i Paesi versino il capitale”. L’agenzia avverte poi che il rating sarebbe ridotto anche se uno qualsiasi dei membri del blocco decidesse di lasciarlo. Il riferimento è al referendum sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione europea annunciato dal premier inglese David Cameron.

Nel mirino dell’agenzia finisce anche il piano Juncker, quello che stando agli auspici del presidente della Commissione Ue dovrebbe mobilitare investimenti per 315 miliardi di euro in tre anni anche se i soldi freschi sul piatto ammontano a soli 21 miliardi. La società di rating sottolinea che le eventuali saranno principalmente a carico dell’Unione europea, che si fa carico della garanzia. Infine, viene citato l’outlook negativo del secondo e terzo Paese che più contribuiscono al bilancio Ue, cioè Francia e Regno Unito.

Il Fatto Economico - Una selezione dei migliori articoli del Financial Times tradotti in italiano insieme al nostro inserto economico.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Porto Rico ufficialmente in default. E’ il primo territorio Usa che fallisce

next
Articolo Successivo

Cdp vende sei immobili a Beni Stabili, De Albertis e fondo Varde per 125 milioni

next