Esiste un mondo della musica abituato a stare sotto la lente di ingrandimento dei media, una musica, spesso, fatta più di apparenza che di sostanza. Pagine e pagine di gossip, di look, di dettagli che con l’arte delle sette note poco ha a che vedere. Poi c’è chi invece fa musica e la fa sul serio, spesso lontano dai riflettori, anche se quel fare musica lo ha portato a scrivere alcune pagine importanti della storia della musica leggera italiana. È il caso di Vittorio Nocenzi, uno dei fondatori del Banco del Mutuo Soccorso, band di rock progressivo romano che ha avuto in lui e nel cantante Francesco Di Giacomo, prematuramente scomparso nel febbraio del 2014, le sue anime pulsanti.

Ora Vittorio Nocenzi, ancora al comando della band che insieme a PFM, Area e Le Orme ha scritto la storia del prog italiano, versa in cattive condizioni presso l’ospedale San Luca di Vallo della Lucania, dopo essere stato colpito da emorragia cerebrale mentre passava qualche giorno di relax presso il suo buen retiro nel Cilento. Il pianista e cantante è al momento in coma farmacologico, e le sue condizioni essere lievemente migliorate, anche se la situazione resta grave e la prognosi riservata. I lievi progressi dimostrati dall’uomo, nato a Marino sessantacinque anni fa, inducono i medici a un cauto ottimismo.

Intorno alla band e alla famiglia del musicista si è stretto l’affetto dei tanti fan che ancora seguono la band, e di tanti colleghi. Nocenzi e soci, infatti, erano attesi per ferragosto in provincia di Frosinone per un concerto, cui sarebbe seguito, il 22 dello stesso mese, una serata sicuramente indimenticabile allo Sferisterio di Macerata. Nocenzi, che insieme al fratello Gianni ha fondato il Banco del mutuo soccorso nel 1969, dopo aver superato un’audizione alla allora RCA, ha nel tempo accompagnato la sua attività di tastierista e compositore per la band a una proficua carriera solista, che lo ha visto prestare la sua arte a spettacoli teatrali e di danza. Nel 2001, insieme ad altri artisti del calibro di Franco Battiato, Francesco Guccini, Angelo Branduardi e Eugenio Finardi ha firmato, su iniziativa della Società Dante Alighieri, un manifesto musicale e artistico dal titolo “Il suono della parola e la lingua del bel canto”. La speranza è che questa brutta parentesi di chiuda presto e che Nocenzi torni presto ad animare serate e concerti del Banco del Mutuo Soccorso, portando avanti un discorso di rock progressivo iniziato quasi cinquant’anni fa.

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