La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Piergiorgio Peluso, figlio dell’ex ministro Annamaria Cancellieri, accusato di concorso in bancarotta in relazione al fallimento di Imco, una delle holding della famiglia Ligresti, ai tempi soci di FonSai. Peluso, ora direttore finanziario di Telecom, è indagato in qualità di ex “amministratore delegato di Unicredit Corporate Banking“. Oltre a Peluso, altre 12 persone sono coinvolte nell’inchiesta coordinata dal pm di Milano Luigi Orsi. La società Imco è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Milano il 13 giugno 2012 assieme alla controllante Sinergia.

Peluso, nelle sue vesti di alto manager della banca creditrice dei Ligresti, è stato tra gli artefici di un’operazione di ristrutturazione del debito di Sinergia, la holding del gruppo immobiliare dell’ex galassia della famiglia siciliana, che secondo la Procura si è rivelata “letale” per la controllata Imco e che avrebbe privilegiato Unicredit,  che ora si trova in una situazione quanto meno imbarazzante. Come si legge nell’avviso di chiusura indagini, gli ex consiglieri e sindaci, in concorso con Peluso, avrebbero dissipato “il patrimonio di Imco spa con un’operazione, preparata nei mesi antecedenti e perfezionata il 5 agosto 2010, in virtù della quale” Imco, tra le altre cose, “si accollava la quota di un finanziamento già concesso dalla banca Ge Capital alla controllante Sinergia per 20 milioni di euro”.

Al termine dell’operazione Imco, ricostruisce il pm, “assumeva il rilevante debito già in capo alla controllante Sinergia” e si “indebitava verso i medesimi creditori”, concedeva “garanzia sui propri beni e specialmente l’area cosiddetta Cerba“, giustificando “il versamento alla controllante con l’acquisto di un cespite (Tenuta Cesarina) privo di valore commerciale”.

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