Proroga sconto gasolio, Confindustria: “17 centesimi non sono un sollievo”. Le associazioni dei consumatori: “Prezzi record, Meloni ci incontri”
Né Confindustria né le associazioni dei consumatori. La proroga fino al 25 agosto dello sconto di 17 centesimi al litro, solo sul gasolio, deciso dal governo sembra non soddisfare nessuno. Il primo a esprime scontentezza rispetto alla misura è stato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. Al termine del tavolo ex Ilva con gli industriali al Mimit, ha sottolineato la difficoltà dimostrata dall’esecutivo nella gestione del caro carburanti. Orsini ha dichiarato che “sui carburanti onestamente non riusciamo a gestirla”. Pur conoscendo “le difficoltà del bilancio dello Stato”, con “15 – 17 centesimi di sconto è impensabile dare un sollievo“. Gli fanno eco le associazioni dei consumatori e degli utenti, che hanno chiesto un incontro alla presidenza del Consiglio dei ministri per proporre idee “concrete per contrastare in modo strutturale i rincari e le loro ricadute sui bilanci delle famiglie e sull’intero sistema economico”. Come a dire, lasciatevi dare una mano.
“Sui carburanti onestamente non riusciamo a gestirla“, ha sentenziato il numero uno di Confindustria, riconoscendo in ogni caso a Giorgia Meloni e al suo governo l’attenuante di stare operando in un contesto internazionale complesso. “Non possiamo pensare che i 15 o 17 centesimi di sconto diano un sollievo – ha commentato Orsini -. Ma non possiamo neanche pensare che, con quello che accade al di fuori del nostro continente, possiamo fare miracoli”. Il vero punto secondo Confindustria, quindi, “è se continuare oppure no” con questi interventi spot per calmierare i prezzi. O se non sia meglio affrontare il caro carburanti coinvolgendo Bruxelles. “Purtroppo – ha continuato – oggi non dipende dall’Italia il costo di gasolio e benzina. Il vero tema è che l’Europa si dovrebbe chiedere come mai abbiamo perso le raffinerie nel nostro Paese, che eravamo i migliori, e questo dovremmo fare, potenziarci visto che succedono cose dall’esterno che impattano sulla competitività europea e italiana”.
Suggerimenti concreti per il governo arrivano dalle associazioni che compongono il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti (Cncu). Queste hanno trasmesso a Palazzo Chigi una richiesta formale di incontro sul caro carburanti, accompagnata da un pacchetto di proposte per contrastare in modo strutturale i rincari e le loro ricadute sui bilanci delle famiglie e sull’intero sistema economico, spiegano in una nota. “Con la fine della riduzione delle accise dopo il 3 luglio – prosegue la nota – i prezzi alla pompa hanno raggiunto alcuni tra i livelli più alti delle serie storiche: la benzina è ovunque prossima a 2 euro al litro e il gasolio ha superato in più punti i 2,3 euro sulla rete ordinaria, con ulteriori sovrapprezzi in autostrada stimati tra 10 e 20 centesimi al litro. Il taglio temporaneo di 17 centesimi sul solo gasolio non appare sufficiente ad evitare nuovi rincari”, scrivono. Le associazioni, inoltre, biasimano la decisione dell’esecutivo di recuperare le risorse necessarie allo sconto anche da taglio dei finanziamenti per servizi della Pubblica Amministrazione. Un elemento che penalizza i cittadini, scrivono. Sarebbe stato meglio, prosegue la nota, “attingerne dalla lotta all’evasione fiscale e dagli enormi extraprofitti che si stanno realizzando nel settore petrolifero, energetico e in altri”.
“Il caro carburanti non colpisce soltanto chi fa rifornimento: incide direttamente sul comparto della logistica e dei trasporti. In Italia oltre l’86% delle merci viaggia su gomma a gasolio con ricadute a cascata sui prezzi dei beni di consumo, sull’inflazione, per non parlare delle bollette di gas ed elettricità. Per questo la tutela dei consumatori è oggi una leva di politica economica, non un capitolo residuale”, prosegue la nota del Cncu. Le associazioni chiedono che “il Governo si faccia promotore di un’iniziativa urgente in sede europea“. E, sul piano interno, un taglio strutturale delle accise (almeno 25/30 centesimi sul gasolio e 15/20 sulla benzina), finanziato senza tagli alla spesa pubblica. A questo si aggiungono la piena attivazione dell’accisa mobile in modo automatico e su base settimanale, la riduzione dell’Iva sul gas per uso domestico e sul “carrello della spesa”, il sostegno a famiglie e lavoratori pendolari in base all’Isee, una tutela più efficace degli utenti sulla rete autostradale.
Del Cncu fanno parte Adoc, Assoutenti, Federconsumatori, Adiconsum, Ctcu, Acu, Confconsumatori, Adusbef, Codacons, MDC, Cittadinanzattiva, Unc, Casa del Consumatore, Udicon, Lega Consumatori, Urtv.