Fedez, il rapper per bambine, mi ha fatto la querelina: vuole 100mila euro. Che duro in carta bollata: gli ho fatto la bua all’onore“. Filippo Facci, giornalista di Libero, non si placa e sul suo profilo Twitter porta avanti la battaglia contro Fedez dopo la questione #NoExpo.

Il primo maggio il rapper aveva twittato il suo pensiero nei confronti della protesta contro la grande manifestazione mondiale: “La vernice sui muri dei #NoExpo indigna più delle infiltrazioni mafiose di Expo”. A questo aveva aggiunto una “lista degli edifici imbrattati” spiegando che secondo il suo parere “si trattava di atti di protesta e non di vandalismo”. Le sue affermazioni, accostate alle immagini di Milano distrutta dai black bloc, avevano scatenato le reazioni di molti, tra cui il giornalista di Libero. Filippo Facci aveva scritto di Fedez definendolo “rapper brufoloso” che “spara cazzate”, desiderando “tirargli un paio di sberle” in segno di “protesta” per fargli capire che “non sono niente in confronto alla fame nel mondo”.

Facci comunica ora su Twitter di essere stato querelato dal “rapper per bambine” e propone una versione censurata di un suo articolo scatenando le reazioni dei fan: “Una ‘ballata’ di Fedez ha più senso dei tuoi sermoni. P.s. ho 35 anni”, è uno dei tanti commenti postati sul profilo del giornalista. I commenti sulla questione si susseguono senza sosta, mentre dal profilo Twitter di Fedez per il momento non è stata proferita parola sulla presunta querela.

Intanto l’attenzione di Fedez per l’attualità politica rimane alta e su Twitter il rapper commenta un’esibizione di Gasparri: “Er dissing di Gasparri mi mancava! I primi secondi ridi, poi pensi che è il Vice Presidente del Senato e ridi di meno”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Iran, vietati i tagli di capelli “gay”. Per gli uomini divieto anche di ‘sopracciglia rifatte’, tattoo e lampade solari

next
Articolo Successivo

Thom Yorke, il leader dei Radiohead nella copertina di un libro iraniano sui problemi sessuali e di coppia

next