Appuntamento a Napoli. Prendi i biglietti su internet sul sito della compagnia (Alilauro) ma devi comunque fare la fila allo sportello per far vedere i tuoi documenti. Poi aspetti, aspetti e finalmente sali a bordo. Scegli il posto, sei fortunato c’è posto sul ponte.

Ma è troppo bello per essere vero: il comandante annuncia che non si parte più,”problema tecnico“. Arriverà un altro aliscafo fra un quarto d’ora. 

Mezz’ora dopo, nessun aliscafo. Il comandante annuncia (sempre e solo in italiano, fan**lo i turisti!) che tutti devono tornare allo sportello, fare la fila per farsi rimborsare o cambiare il biglietto per il prossimo aliscafo, due ore dopo. 

Tutti fanno la fila ma non si avanza. Perché? Perché il computer ha smesso di funzionare. Intanto isolani, pendolari, turisti, bambini e vecchietti aspettano sotto il sole cocente. 

Intanto c’è chi ha perso un appuntamento importante di lavoro, chi una visita medica e chi l’aereo e ha dovuto pagare 300 euro in più per prenotare il successivo. Per tutti i turisti questo sarà l’ultimo ricordo delle vacanze passate ad Ischia (che è quello che rimane).

Questo è il concetto di “turismo” ed “attenzione alla clientela” di Alilauro.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sant’Anna di Stazzema, “Mio zio SS trucidò la vostra gente. Piango, dovevano punirlo”

next
Articolo Successivo

Alfano: “Stanchi di orde di vu cumprà sulle spiagge”. E fa infuriare Caritas e Pd

next