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Sicilia, maxi truffa nella sanità. Archiviata la posizione dell’ex ministro Fazio

Le tre persone iscritte nel registro degli indagati sono accusate di aver illecitamente percepito, attraverso la società Lato, contributi pubblici.La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato la società e beni per 40 milioni di euro
Sicilia, maxi truffa nella sanità. Archiviata la posizione dell’ex ministro Fazio
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Maxi frode nella sanità siciliana. La Guardia di Finanza di Palermo ha sequestrato la società Laboratorio di tecnologie oncologiche Hsr-Giglio Scarl di Cefalù e beni per 40 milioni di euro. Tre le persone coinvolte, tra cui l’ex ministro della Salute (2008-2011) nel governo Berlusconi, Ferruccio Fazio, legale rappresentante del Laboratorio dal 2005 al 2008. Tutti sono accusati di aver illecitamente percepito, attraverso la società Lato contributi pubblici.

I reati ipotizzati sono truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Unione europea e falso in atto pubblico. Gli altri indagati sono Antonio Emilio Scala (attuale legale rappresentante del Laboratorio) e Maria Cristina Messa (responsabile dei progetti di ricerca e formazione).

Le indagini, avviate dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria e successivamente coordinate dalla Procura di Palermo, si sono concentrate su tre domande di finanziamento pubblico presentate dalla Lato nell’ambito del Fondo agevolazione ricerca. Si tratta di istanze relative ad altrettanti progetti da realizzare e per i quali il ministero ha concesso contributi per oltre 36 milioni di euro.

Il primo contributo riguarda la ricerca di nuove tecnologie diagnostiche per la cura dei tumori e la formazione di ricercatori e tecnici di laboratorio da qualificare nello studio di queste tecnologie. Il secondo lo studio e il trattamento dei tumori del seno mediante tecniche altamente innovative. Un terzo progetto è stato concesso per lo sviluppo di capacità diagnostiche e terapeutiche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie.

Nei primi due casi, secondo gli investigatori, la società avrebbe ottenuto i contributi “attraverso documenti ideologicamente falsi” in cui si attestavano costi in realtà non sostenuti o sostenuti solo in parte. Sarebbero state rendicontate, inoltre, ore lavorative dei dipendenti in misura “nettamente superiore” a quelle effettivamente dedicate ai progetti di ricerca. In alcuni casi l’incremento era del 90%. Nel terzo progetto, invece, la Lato avrebbe ottenuto il denaro “nonostante abbia omesso di presentare la documentazione tecnico-scientifica e amministrativo-contabile”.

 

Aggiornamento della redazione:

In data 22 luglio 2015, il PM di Milano Dott. Luigi Orsi ha chiesto l’archiviazione del procedimento, stante l’infondatezza della notizia di reato in quanto gli elementi acquisti nelle indagini preliminari non appaiono idonei a sostenere l’accusa in giudizio, richiesta accolta dal Gip di Milano Dott. Natale in data 22 settembre 2016

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